Giornata Mondiale per la lotta all´AIDS

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News del 01 Dicembre 08 Autore: Rostor
Giornata Mondiale per la lotta all´AIDS

Tornato a casa dopo una discreta giornata di lavoro stavo leggendo il Blog della mia fantastica amica Pat .

Mi sono reso conto che oggi è la giornata mondiale per la lotta all´AIDS e mi sembra giusto portare l´argomento anche qui su SWZ.

 

Tratto dal Blog di Pat che riporto in toto :

 

DAL corriere.it

La testimonianza di Angela, 46 anni: «In città dovrebbe cominciare una rieducazione al sesso. Che punti sulla prevenzione» Aids: «Ci spogliamo, finalmente è arrivato il momento, ma alt, ferma un attimo, è giusto dirglielo che sono sieropositiva. Glielo dico. E lui "ah no, guarda, così è diverso", e se ne va, nel senso che mi molla, non ci vediamo più, basta, chiuso, e io ero innamorata, giuro, non sono una facile. Purtroppo». Aids: «Tanti miei amici sanno che sono malata da anni. Sanno tutto, e gli faccio una testa così, sulle precauzioni. Mi dicono, certi giorni: "Angelina, stanotte sapessi che ho fatto...". E io: "Il preservativo l´hai usato, vero?". "Mica serve. Quella lì, sicuramente, non ce l´ha, l´Aids. È sposata, lavora, dovresti vedere che bellezza, che forme, no, non può essere malata». Dice l´infettivologo Mauro Moroni che in città ci son «tre nuovi infettati al giorno».

E questi nuovi infettati, un esercito di 30 e 40enni — gente con esistenze, professioni, famiglie, passatempi da milanesi, se vi piace usiamo l´aggettivo «normali», gente che si diverte, incontra, finisce a letto —, questi nuovi infettati Angela li vede, conta, ascolta, e ne piange l´ignoranza, o l´arroganza, o la presunzione. Angela fa la volontaria per Anlaids, l´associazione nazionale per la lotta all´Aids. Ha 46 anni. L´ha infettata un fidanzato, poi morto. «Aveva l´Aids. Non lo sapevo. A lungo non l´ha saputo nemmeno lui. E chi lo usa, oggi, il preservativo. I genitori non ne parlano coi figli: è ancora un tabù. E nel rapporto sessuale, il preservativo è ancora visto come un ostacolo, una cosa medievale... Certi pazzi, quando vanno a prostitute, pagano il triplo per non indossarlo, ma lì c´è l´adrenalina, il piacere del rischio... In tutti gli altri casi, è idiozia pura». Oppure non è semplice idiozia. «In fondo, un orgasmo cos´è? Una roba di cinque, dieci minuti? D´accordo, e poi? È questo soltanto il sesso, un orgasmo rapido? Nient´altro? E allora ci vorrebbe una rieducazione al sesso. Ci vorrebbe rispetto. Per se stessi. Per gli altri ». Noi e gli altri. Casi e storie. Amori e convivenze, passioni e tradimenti. E sesso, sesso, sesso. Casi e storie.

«Ogni giorno, a Milano, ci son tre nuovi infettati» ripete Moroni. «E non c´è nessun ragazzino, tra loro. Nessuno. Solo adulti» dice Angela. «e magari se nme accorgono anni dopo.  Quando ti sei sistemato, hai messo su casa e messo al mondo due pargoli. Ti piomba dentro, e tu: "Io? E com´è possibile?"». Com´è possibile, Angela? «C´è chi è talmente sicuro di sé da non usare mai il preservativo. Dice: "Non scelgo persone malate, ho occhio, sono intelligente, conosco il mondo, io il mondo lo viaggio. Soprattutto, mi fido". Presuntuosi: pensano di guardare negli occhi un estraneo, e subire capire, con uno sguardo. Chi ha in mente l´immagine del sieropositivo come uno scheletro vivente, si sbaglia. 

Angela aveva un lavoro («Non ti licenziano perché sieropositiva, però ti fanno capire che sarebbe meglio andar via, per te e per loro») e fa fatica perfino a trovarsi un dentista («Ah, sieropositiva...»). Non la turba, questa vita a ostacoli. «Faccio più fatica di altri a progettare. Non ho potuto aver figli, le relazioni son quelle che sono, il fisico anche. C´è depressione. Fa male. Ma fa più male, agli incontri in associazione, questa scena qui, frequente. Io arrivo, c´è gente nuova, non dico che sono sieropositiva, poi lo dico e vedo qualcuno che non ci crede, "Come, tu? Sei normale", perché fisicamente non si nota niente di strano. E io "Guarda che anche tu sei normale, ma che ne sai delle persone con cui fai sesso, e di quelle con cui loro l´hanno fatto, e di come l´hanno fatto, eh, che ne sai?».

 

Pat :

la cosa che mi ha più impressionato è che secondo la statistica qui sopra i ragazzini non si ammalano più ma gli adulti si. E se ci fate caso, se ne parla sempre meno di Aids, e siero positività. Ma perchè, avete una risposta? Si è innescata da alcuni anni una vera spirale del silenzio sul contagio, che è il vero fenomeno preoccupante. Per il resto, purtroppo l´AIDS fa molta meno paura ma è un gatto che si morde la coda, perchè è per questo che il contagio è così diffuso oggi. Fa molta meno paura?? Dieci anni fa si moriva di Aids, ora si può vivere grazie alle cure, ma guarire no. E allora per questo non se ne deve parlare più???

Come già sapete, io ho studiato per un periodo in America e ricordo perfettamente la campagna che i professori facevano per prevenire l´aids, due volte l´anno ci facevano parlare con un siero positivo e non passa giorno che non mi domandi se quel ragazzo poco più grande di me sia ancora vivo. Nella biblioteca dell´università c´era un cesto fornitissimo di preservativi, gratuiti,e non l´ho mai visto pieno. Insomma ho avuto un´educazione molto ferrea su questo argomento e l´ho fatto mio. Parte integrante delle paure di una vent´enne alle prime esperienze con le vere crude realtà della vita.

Questo video trasmesso nel 1989 e che non trasmettono più dovrebbe essere rimesso in onda..


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Categoria: P2P e Web

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