Fairphone 2, lo smartphone “sostenibile” che si ripara in casa

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Articolo del 28 Settembre 17 Autore: Stefano Fossati
Inutile girarci intorno: la parola “etico” ha ormai un peso non irrilevante nelle scelte di molti consumatori: i prodotti alimentari “etici”, perché coltivati in base a principi sostenibili e/o equo-solidali, trovano sempre più spazio nel carrello della spesa, in virtù del loro minore impatto negativo sull’ambiente e sulle condizioni dei lavoratori addetti al raccolto e alla produzione. Principi che sempre di più si ritrovano – anche se in misura minore – anche nei prodotti “non food”, gadget tecnologici compresi: smartphone, monitor e computer sono oggi realizzati in gran parte con materiali riciclabili, così come le loro confezioni. Ma nessuno fa della sostenibilità il suo principale punto di forza e driver di marketing come il Fairphone, prodotto dall’omonima startup olandese.

Il primo modello venne lanciato nel 2013 ed è stato venduto in 60mila esemplari: non era lo smartphone più veloce, più dotato o più bello sul mercato, ma si fregiava di essere costruito con materiali equo-solidali garantendo le migliori condizioni di lavoro agli addetti alla sua produzione. Ora la casa ripropone gli stessi principi nel nuovo Fairphone 2, che si distingue anche per un inedito e interessante design modulare. Dove "modulare", in questo caso, non significa che si possano aggiungere allo smartphone accessori specifici per incrementarne o migliorarne le funzionalità (come nel Motorola Moto Z2 Play), bensì che alcune componenti – ad esempio schermo, processore, fotocamera o connettore audio – possono essere sostituite direttamente dall´utente in modo da facilitarrne la riparabilità ma anche l’aggiornamento nel tempo, così da prolungare il ciclo di vita del dispositivo oltre la tradizionale media di due anni. Un concetto non nuovo, dato che era alla base del Project Ara sviluppato negli scorsi anni da Google, la quale ha tuttavia deciso di abbandonare il progetto l´anno scorso, prima ancora di arrivare a tradurlo in un prodotto commerciale.

Fairphone 2, lo smartphone “sostenibile” che si ripara in casa - immagine 1

Il Fairphone 2 è dual-sim e ha un luminoso display da 5 pollici con risoluzione Full HD (1080x1920 pixel a 446 ppi) protetto da vetro Gorilla Glass 3, processore Qualcomm Snapdragon 801, 2 GB di RAM e 32 GB di storage, espandibili con microSD fino a 64 GB. La fotocamera posteriore, solo discreta, è da 12 megapixel con dual flash e apertura focale f/2.2, quella frontale è da 5 megapixel. Il design non è proprio all’ultima moda, con l’aspetto squadrato e gli evidenti bordi attorno allo schermo che ricordano un po’ il vecchio Samsung Galaxy S2. Rispetto alla maggioranza degli smartphone attuali si nota anche lo spessore piuttosto elevato: è il prezzo da pagare alla massima accessibilità alle componenti interne e anche alla presenza della cover protettiva in gomma integrata, che si estende fino ai bordi laterali inglobando i tasti hardware e dovrebbe essere in grado di limitare i danni allo smartphone in caso di caduta. E’ disponibile in quattro colorazioni (rosso corallo, blu indaco, turchese e bianco) e se ci si stufa di quella in dotazione se ne può comprare un’altra (a 30 euro).

Fra le componenti sostituibili dall’utente c’è la batteria (da 2420 mAh), caratteristica un tempo diffusa fra gli smartphone Android ma oggi sempre più rara: il ricambio, acquistabile sul sito Fairphone, costa 20 euro. Ma, come detto, nel Fairphone 2 possono essere agevolmente cambiati "in casa" anche diversi altri “pezzi”, senza che questo comporti il rischio di invalidare la garanzia. E per farlo non è necessario essere dei tecnici specializzati e nemmeno dei fanatici del fai-da-te: per rimuovere il display, ad esempio, basta togliere la cover posteriore, sganciare due clip e sfilare lo schermo stesso. In questo modo, in caso di rottura dei display (un autentico incubo per i possessori di smartphone, visti i costi elevati generalmente richiesti per la sostituzione), il Fairphone 2 può essere facilmente riparato senza ricorrere a un centro assistenza, acquistando sul sito il relativo modulo al costo di 87 euro. Altri moduli, come la fotocamera (45 euro quella posteriore, 30 euro quella frontale) o l’unità che include microfono, altoparlante e connettore USB (25 euro), richiedono un cacciavite per essere smontati, ma l’operazione resta alla portata di chiunque, magari aiutandosi con le istruzioni pubblicate sullo stesso sito ufficiale. In futuro la casa potrebbe rendere disponibili nuovi moduli per poter aggiornare il dispositivo, come un modulo core con processore più potente o una fotocamera con un sensore di qualità superiore.

Fairphone 2, lo smartphone “sostenibile” che si ripara in casa - immagine 3

Il sistema operativo è Android, anche se non proprio aggiornatissimo (si tratta della versione 6 Marshmallow, una scelta motivata dalla società con la volontà di offrire una piattaforma familiare alla maggioranza dei consumatori), ma anche sul fronte del software Fairphone porta avanti il concetto di modularità: l’azienda sta infatti lavorando con la finlandese Jolla per portare sul dispositivo il suo sistema operativo Sailfish, in modo da offrire all’utente la scelta fra almeno due OS alternativi. Anche se – diciamocelo chiaramente - all’atto pratico è difficile trovare valide motivazioni per cui un utente medio debba optare per Jolla anziché per Android.

Così come la scheda tecnica, anche il prezzo – 529 euro – colloca il Fairphone 2 nella fascia media del mercato, per di più non c’è alcuna possibilità di acquistarlo a rate o scontato attraverso qualche operatore mobile: in Italia non vi sono infatti rivenditori autorizzati ed è possibile ordinarlo esclusivamente sul sito del produttore (al momento in cui scriviamo, peraltro, le vendite sono temporaneamente sospese “a causa di una domanda superiore alla capacità produttiva”). E’ chiaro che ci sono smartphone più economici, a parità di specifiche tecniche, ma nessuno può vantare la modularità del Fairphone 2, né la stessa attenzione alle problematiche ambientali e sociali. Caratteristiche che probabilmente non saranno sufficienti a farne un best seller assoluto, ma che potranno attirare l’attenzione tanto del pubblico più sensibile alle istanze della sostenibilità quanto degli “smanettoni” che gradiranno la possibilità di “giocare” con i moduli per personalizzare e modificare il telefono. Di certo, il Fairphone 2 è uno smartphone diverso da tutti gli altri, un plus non da poco in uno scenario sempre più omologato.

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