Freebooting, la nuova piaga di Internet

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News del 29 Luglio 15 Autore: Pinter
Freebooting, la nuova piaga di Internet
L’espressione inglese freebooting rimanda a un preciso contesto storico: si riferisce alla pratica di freebooting, ‘saccheggio’, dei capi clan capi che imponevano la propria protezione contro i contadini scozzesi.

Qualcosa dunque di originariamente vicino a ciò che anche in italiano, prendendo a prestito un´altra espressione inglese che è racket significa: ‘organizzazione illegale che impone, con la violenza, le minacce e il ricatto, la propria protezione su determinati settori di attività, esigendo compensi’.

Destin Sandlin, ingegnere dell’Alabama, ha avuto l’idea di creare un video in slow motion mentre veniva fatto un tatuaggio. La ripresa ha ottenuto, in soli nove mesi, oltre 20 milioni di visualizzazioni su YouTube. Sandlin ha un canale YouTube attraverso il quale ottiene dei guadagni. Ma soli due giorni dopo il video è stato condiviso da altri su Facebook, dove si stava diffondendo più rapidamente (oltre 18 milioni di visualizzazioni in soli due giorni). Il video, però non era identico: sono, infatti, state tagliate alcune parti che facevano proprietario originale per poi caricare il contenuto modificato sul social. Sandlin da Facebook non ha ricevuto nessun guadagno.

Lui è solo uno dei tanti esempi di persone alle quali hanno ‘rubato’ dei video da YouTube, per caricarlo sui social.
Come riporta Il Post, Brady Haran, un filmmaker australiano ha dato un nome a questa forma di pirateria: freebooting, che, letteralmente, vuol dire saccheggiare. Il termine, dopo un video realizzato da Sandlin in cui spiega l’accaduto, è diventato conosciuto nel settore.

Il Freeboating non è condividere un link di Youtube, ma caricarlo direttamente sul social per evitare i secondi di pubblicità iniziali e per permettere a chiunque di visualizzarlo ‘anche senza volerlo’. Infatti nella sezione notizie, Facebook permette per i video caricati di visualizzarli direttamente mentre scorri la home, di vedere i primi secondi dei video inseriti dai tuoi amici senza audio, a meno che non si decida effettivamente di cliccarci per vederlo e ascoltarlo per intero. Infine, i contenuti caricati direttamente vengono privilegiati dagli algoritmi di Facebook che li mostreranno, di conseguenza, a più persone. I risultati di questo sistema, sempre secondo Il Post, sono sensazionali: lo scorso settembre, la società ha affermato che gli utenti visualizzano, in media, un miliardo di video al giorno. solo qualche mese dopo, aprile 2015 sono diventati 4 miliardi. Su YouTube, evidentemente, non funziona allo stesso modo.

Sandlin, e molti altri hanno chiesto a Facebook la rimozione del video rubato. La richiesta spesso viene accettata e il video eliminato dalla piattaforma, ma ci vogliono almeno due giorni, i due giorni che Sandlin definisce “praticamente infiniti nel tempo di Internet” e che permettono a un video di diventare virale.
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Categoria: Sicurezza

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