Formula 1, IBM Watson nuovo pilota della McLaren

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News del 18 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
Non è un mistero che le prestazioni dei bolidi di Formula Uno non siano più affidate solo alla potenza del motore, alle doti del telaio e all’abilità del pilota: da anni infatti le monoposto sono dei veri e propri concentrati di tecnologie su quattro ruote, governate dall’elettronica in numerosi parametri per la gestione di propulsori, gomme, consumi e regolazioni dinamiche, per la messa a punto delle strategie di gara e anche per “rimediare”, entro certi limiti, a eventuali errori di guida. Ora però la Honda, fornitore delle power unit per la scuderia McLaren, fa un passo avanti utilizzando utilizzando la tecnologia IBM Watson Internet of Things (IoT), basata sul supercomputer IBM Watson, che impiega dati e analytics in tempo reale per l’ottimizzazione delle prestazioni e dei consumi di carburante, aiutando i piloti in tempo reale a prendere decisioni durante la gara, ad esempio sulla velocità da tenere e sui pit-stop da effettuare.

L’accordo con IBM rientra nella strategia di Honda a supporto del suo ritorno in Formula Uno, avvenuto nel 2015, per il quale il reparto Ricerca e Sviluppo della casa giapponese ha sviluppato un nuovo sistema per l’analisi dei dati provenienti dai motori ibridi (obbligatori in F1 dall´anno scorso), in modo da controllare i livelli di carburante residuo e stimare rapidamente e con precisione la possibilità di problemi meccanici. Le soluzioni IBM IoT Automotive sono in grado di fornire nella cloud, per l´analisi in tempo reale, i dati generati dalle auto, tra cui i livelli di temperatura, pressione e potenza.

Formula 1, IBM Watson nuovo pilota della McLaren - immagine 1

"L’applicazione di tecnologie Internet of Things avanzate garantisce che i nostri piloti (Fernando Alonso e Jenson Button, ndr) e le squadre siano costantemente collegati: la potenza dei dati e dell’analytics in tempo reale diventa un fattore critico di successo", spiega Satoru Nada, ingegnere capo e manager della divisione Sviluppo Power Unit di Honda R&D. Durante la gara, i dati trasmessi in cloud sono condivisi ai box con i team della squadra dotati di tablet e analizzati in tempo reale dai ricercatori Honda R&D in Giappone e del team McLaren Honda F1 nel Regno Unito.

Ma l’Internet od Things non è la sola rivoluzione tecnologica introdotta da Honda in F1: le monoposto McLaren sono ora anche in grado di “riciclare” energia da riutilizzare in corsa quando sia necessario disporre di maggiore potenza. Ad esempio, il calore sprigionato dai gas di scarico o dai freni potrà essere immagazzinato e salvato nella batteria, come avviene nei veicoli Honda ibridi circolanti su strada; in questo modo il sistema potrà rilasciare più potenza quando il pilota ne avrà bisogno, come durante un sorpasso.

Secondo IBM, con la rapida crescita dell’Internet of Things, entro il 2025 ogni vettura stradale sarà collegata e fornirà grandi quantità di dati in streaming, relativi ad esempio agli aggiornamenti sul traffico o allo “stato di salute” del veicolo, a tutto vantaggio della sicurezza e dell’affidabilità delle auto.

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