Fenomeno Pokemon Go, non scaricatelo in Italia: potrebbe essere un malware

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News del 13 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Niantic Lab, la società americana che ha sviluppato con Nintendo il gioco per smartphone Pokemon Go, ammette: l’app, sui dispositivi iOS, prende il completo controllo dell’account Google dell’utente, ma si è trattato di una svista alla quale sarà presto posto rimedio.

La polemica è scattata nei giorni scorsi, quando un esperto di sicurezza informatica si è accorto che il gioco – divenuto in pochi giorni un autentico fenomeno negli Stati Uniti, con milioni di download sugli smartphone Android e iPhone – nella sua versione per iOS acquisisce, nel momento in cui l’utente vi accede attraverso il proprio account Google, il totale controllo di quest’ultimo. Potenzialmente, Niantic Lab potrebbe quindi “frugare” fra le email, lo foto e i documenti del giocatore, mandare messaggi o pubblicare post a suo nome.

Fenomeno Pokemon Go, non scaricatelo in Italia: potrebbe essere un malware - immagine 1

In una nota, la società sottolinea che si è trattato di un errore, promettendo che sarà corretto quanto prima e assicurando che, comunque, si è limitata a registrare soltanto le informazioni basiche relative al profilo Google degli utenti, in particolare user ID e indirizzi email: “Nessun altra informazione sull’account è o è stata letta o memorizzata”, si legge nel comunicato. Il bug non sembra affliggere la versione per Android dell’app Pokemon Go.

Il gioco, basato sulla realtà aumentata, richiede agli utenti di cercare i Pokemon nel mondo reale attraverso il display del loro smartphone. Lanciata finora in Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, l’app è subito diventata un best seller tanto su Google Play quanto sull’app store di Apple. Secondo la società di ricerche App Annie, grazie a Pokemon Go Niantic Lab ha incassato finora ben più di un milione di dollari.

Nel frattempo, gli esperti di sicurezza mettono in guardia gli utenti dallo scaricare l’app da piattaforme alternative nei Paesi (come l’Italia) in cui non è ancora stata rilasciata ufficialmente: il rischio è quello di installare sullo smartphone una versione infetta contenente una backdoor chiamata DroidJack, che consente agli hacker di prendere il controllo del dispositivo da remoto.
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Categoria: Sicurezza

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