Facebook viola sempre di più la nostra privacy

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News del 05 Febbraio 15 Autore: Pinter
Facebook viola sempre di più la nostra privacy
Facebook nell´occhio del ciclone: il social network ha aggiornato la policy sulla privacy includendo ulteriori disposizioni che danno al social network ancora più potere sulla raccolta dei dati degli utenti a fini commerciali. Se pensate che ciò non sia grave vi state sbagliando. Di grosso.

La nuova normativa è online sulla pagina ufficiale, dove fra le altre cose si legge:

Raccogliamo i contenuti e le altre informazioni che fornisci quando usi i nostri Servizi, anche quando crei un account, crei o condividi contenuti e invii messaggi o comunichi con le altre persone. […] Riceviamo informazioni su di te dalle aziende di proprietà di Facebook o gestite da Facebook, in conformità con le relative condizioni e normative. […] Riceviamo le informazioni su di te e sulle tue attività all´interno e all´esterno di Facebook da partner terzi

In altre parole, Facebook si è avocata il diritto di combinare dati provenienti da vari servizi di sua proprietà, tra cui Facebook, WhatsApp e Instagram, per individuare meglio il target di ciascun utente per le pubblicità mirate e aumentare così i suoi proventi.
 
La questione sta creando non poco scompiglio. In primo luogo perché all´indomani dell´acquisizione di WhatsApp il numero uno Jan Koum aveva liquidato i timori suoi possibili peggioramenti nella gestione della privacy puntualizzando che il servizio VoIP (che starebbero testando già da un po´) è stato creato in modo da garantire la tutela della privacy dei suoi iscritti, e "se associarsi a Facebook avesse significato cambiare i nostri valori, non lo avremmo fatto". La nuova proprietà parrebbe non essere dello stesso avviso.

Facebook viola sempre di più la nostra privacy - immagine 1
In secondo luogo perché la novità non è passata inosservata al parlamentare europeo Jan Philipp Albrecht, che ha puntato il dito contro il social accusandolo di mettere il profitto davanti alla privacy dei propri utenti, "abusando" del suo "quasi monopolio" nel "trattamento dei dati personali dei propri utenti al fine di sviluppare continuamente nuovi modelli di business senza il loro consenso".

Dire che l´acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook aveva fin da subito fatto le rizzare le orecchie ai difensori della privacy e circolavano anche voci su un possibile dossier segreto in mano agli ispettori Antitrust di Bruxelles. Il fatto che finora non si sia fatto nulla non vuol dire che non succederà in futuro.

Johannes Caspar, garante della privacy di Amburgo, Germania, ha dichiarato a Bloombergche a suo avviso "è un problema che Facebook voglia scambiare dati utente tra tutte le sue varie unità, tra cui WhatsApp e Instagram" e per questo promette di "coordinarsi con i colleghi europei per vedere che tipo di provvedimento si possa adottare". Sulla stessa linea il garante olandese, che a dicembre aveva già aperto un´indagine.
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Categoria: Sicurezza

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