Facebook e le emergenze, anche gli utenti potranno attivare il Safety Check

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News del 31 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
Solo lunedì, in occasione della sua visita a Roma, Mark Zuckerberg aveva promesso miglioramenti per il servizio Safety Check, che consente agli utenti di Facebook di segnalare ad amici e familiari di essere in salvo in caso di emergenze quali attentati terroristici o calamità naturali. Detto, fatto: il social network ha comunicato che consentirà agli stessi utenti di attivare il servizio nel caso che si trovassero sul luogo di un’emergenza. Fino a oggi, Safety Check poteva essere attivato soltanto dallo staff di Facebook.

Facebook e le emergenze, anche gli utenti potranno attivare il Safety Check - immagine 1

In occasione del recente terremoto nel centro Italia, la piattaforma social ha attivato per la 25ma volta quest’anno il servizio, che nel solo 2016 ha consentito di identificare un miliardo di persone. Nei precedenti due anni, Safety Check (svilluppato dopo lo tsunami che colpì il Giappone nel 2011) era stato attivato complessivamente soltanto in 11 occasioni, anche perché inizialmente la sua operatività era limitata agli eventi naturali: solo a partire dagli attacchi a Parigi dello scorso novembre, il tool è stato utilizzato anche in occasione di attentati.

“A volte le persone sul campo sanno molto meglio di noi quando questo strumento è importante per se stessi e i loro amici”, spiega Katherine Woo, product lead di Facebook. Il team di Facebook si basa su tre criteri per decidere se abilitare questo strumento: il numero di persone coinvolte nell’evento, l’entità e la durata dello stesso. Una volta attivato il servizio, gli utenti possono comunicare che stanno bene con un semplice click su un bottone.

Woo chiarisce peraltro che, nonostante le richieste giunte in tal senso, Facebook non estenderà le funzionalità di Safety Check per permettere alle persone di chiedere aiuto, sempre in occasione di emergenze: “Non siamo attualmente in grado di salvare vite. Qualcuno dice che dovremmo avere un tasto ‘Non in salvo’ o ‘Ho bisogno di aiuto’, ma preferiamo indirizzare gli utenti ai numeri di emergenza locali ufficiali”.
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Categoria: P2P e Web

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