Facebook e YouTube rimuovono in automatico i post dell´Isis

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News del 27 Giugno 16 Autore: Stefano Fossati
Facebook, YouTube e altri importanti siti web hanno attivato il “filtro automatico” dei contenuti riconducibili a terroristi ed estremisti. Lo riporta l´agenzia Reuters, secondo la quale queste piattaforme non hanno fatto altro che adattare a questo tipo di contenuti la tecnologia già ampiamente sperimentata e utilizzata per rimuovere contenuti protetti da diritti d´autore, che ricorre all´identificazione dei cosiddetti marcatori digitali per individuare e bandire, ad esempio, video dell´Isis o altri materiali simili.

Grazie al ricorso a questa tecnologia, le web company sperano di limitare le possibilità che i contenuti inneggianti all´odio e ad attività terroristiche possano essere ripostati subito dopo la chiusura degli account messi al bando, semplicemente attraverso l´apertura di nuovi account con nomi diversi.

Facebook e YouTube rimuovono in automatico i post dell´Isis - immagine 1

Lo scorso dicembre, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama lanciò un appello ai colossi di internet affinché contribuissero all´azione di prevenzione di attacchi terroristici monitorando i contenuti di matrice estremistica pubblicati sulle loro piattaforme e rimuovendo ciò che potesse fare da propaganda ad azioni violente. E a maggio Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft hanno sottoscritto un nuovo codice di condotta proposto dall´Unione europea per “oscurare” contenuti pubblicati online che incitino all´odio e supportino la propaganda ad atti di terrorismo.

In base alle nuove regole, le web company si impegnano a esaminare entro 24 ore dalla ricezione le principali segnalazioni riguardanti post sui social media con contenuti ispirati all´odio, rimuovendoli se necessario.

Nelle scorse settimane Reynaldo Gonzalez, padre di Noemi, unica vittima americana degli attacchi del 13 novembre scorso a Parigi, ha fatto causa a Facebook, Twitter e YouTube accusando le tre società di complicità nei confronti dell´Isis, avendo consentito l´utilizzo dei loro social network come strumento per diffondere propaganda estremistica. Nelle motivazioni della citazione in giudizio si sostiene che senza Twitter, Facebook e YouTube di Google non sarebbe stata possibile la crescita dell’Isis negli ultimi anni: i membri del gruppo terroristico comunicano infatti fra loro utilizzando le funzionalità di messaggistica di queste piattaforme, condividono video propagandistici per l’affiliazione all’Isis, chiedono donazioni e postano foto e video delle attività terroristiche. E le società realizzano profitti dalla pubblicità sui contenuti postati dall’Isis.
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Categoria: Sicurezza

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