Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft alleate contro la jihad sui social

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News del 09 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Via la jihad dai social network: dopo le pressioni da parte dell´opinione pubblica e della politica, i principali operatori social del web hanno siglato un´alleanza per aumentare gli sforzi contro la propaganda terroristica sui propri canali. L´iniziativa lanciata da Facebook, Twitter, Microsoft e YouTube si propone di eliminare messaggi e video riconducibili a organizzazioni terroristiche come Isis o Al Qaeda, in cui si mostrano decapitazioni e altri tipi di esecuzioni sanguinarie, istruzioni su come costruire una bomba o contenuti di propaganda jihadista.

Si tratta di un lavoro complesso: sono centinaia di migliaia gli account con cui utenti vicini ai gruppi terroristici islamici postano contenuti sulle piattaforme social. I quattro colossi del web metteranno in comune quelle che definiscono le "impronte digitali uniche" che assegnano ai contenuti online violenti o riconducibili ad attività terroristiche: in questo modo, ad esempio, un video bloccato su Twitter sarà automaticamente "bannato" anche su Facebook o YouTube. Inoltre, agli algoritmi impiegati fino a oggi per filtrare i messaggi di odio a sfondo razziale o quelli di bullismo, con conseguenze tragiche come i diversi suicidi riferiti dalle cronache, le società affiancheranno strutture con operatori umani dedicate alla verifica di quanto viene pubblicato sui loro social media: l´obiettivo sarà quello di coniugare la lotta all´odio e alla violenza con il rispetto della libertà di espressione, in nome della quale gli operatori avevano finora sempre mostrato scarsa disponibilità a operare uno stretto controllo sui contenuti postati dagli utenti.

Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft alleate contro la jihad sui social - immagine 1

Una posizione che si è ammorbidita dopo che, a seguito dei sanguinosi attentati a Parigi e Bruxelles, i social media sono finiti al centro delle polemiche sul loro utilizzo da parte dei terroristi per reclutare adepti, trovare finanziamenti e diffondere messaggi propagandistici: la Commissione europea ha ribadito nelle scorse ore che i social network devono fare di più per rimuovere dal web i messaggi d´odio. A maggio le compagnie si erano impegnate con la commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova, a rimuovere entro 24 ore i messaggi online di istigazione all´odio e al terrorismo, ma secondo Bruxelles Twitter ha rimosso solo il 19,1% dei contenuti segnalati dalle autorità, Facebook il 28,3%, YouTube il 48,5%.

Anche in Italia la presidente della Camera Laura Boldrini accusa: "I social network non danno seguito ai loro impegni nella lotta all´odio su internet", spiegando che negli ultimi sei mesi "solo il 28%" dei messaggi di ´hate speech´ è stato cancellato. Proprio nelle ultime ore l´Europol ha segnalato oltre 1800 messaggi propagandistici di media affiliati ad Isis e Al Quaeda per una rimozione rapida dal web, scritti in nove lingue diverse e ospitati su 35 piattaforme online fra cui numerosi social media: "La rimozione finale del materiale è tuttavia un´attività volontaria che spetta ai web provider", sottolinea l´organo di coordinamento delle polizie europee.
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Categoria: P2P e Web

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