Epic fail di IBM: una imbarazzante campagna fa arrabbiare le donne

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News del 16 Dicembre 15 Autore: Pinter
#HackAHairDryer (hackerate un asciugacapelli): la campagna di IBM fa arrabbiare le donne: l´idea era di "..incoraggiare le donne a smontare e rimontare l’attrezzo per aggiustarlo...” al fine di promuovere la presenza femminile nel tech, settore decisamente a prevalenza maschile.

Peccato che l’idea si sia trasformata in un boomerang. In tante hanno ironizzato sull’idea, criticando lo stereotipo che vuole le donne capaci di aggiustare solo un phon.

“Grazie per l’idea Ibm, intanto io sto costruendo un satellite”, ha twittato l’ingegnera Stephanie Evans.

“Magari lo facciamo fare a un uomo, che io intanto sto lavorando sulle nano tecnologie per sconfiggere il cancro”, è la stilettata della biologa molecolare Upulie Divisekera.

“Scusate, non ho tempo per occuparmi del phon, sto dando da mangiare alla mia tarantola che uso per gli esperimenti scientifici”....

Queste sono solo alcune delle risposte alla campagna pubblicitaria IBM: se c’è una cosa che non piace al cosiddetto “popolo del web” è la condiscendenza. Poche cose hanno il potere di far inferocire le persone come i toni paternalistici e la dimostrazione di non conoscere il proprio pubblico e in questa trappola stavolta ci è finita IBM: probabilmente quando ormai pensava che non potesse più accadere.

Epic fail di IBM: una imbarazzante campagna fa arrabbiare le donne - immagine 1

In ottobre IBM ha lanciato la campagna #HackAHairDryer, traducibile con qualcosa tipo #HackeraUnAsciugacapelli: il colosso dell’informatica si rivolge alle donne, invitandole a sperimentare con la meccanica e la fisica di un phon per capelli. L’idea che c’è dietro è più o meno questa: chi dice che la scienza è una cosa da uomini? Donne, noi di IBM, crediamo in voi e siamo convinti che potete farcela anche nelle materie scientifiche.

Così ben armati di buone intenzioni, all’ufficio marketing dell’azienda statunitense hanno lanciato filmati, tweet, post e sito ad hoc. Una campagna in grande stile, insomma. “Vogliamo che le donne siano forti nelle materie Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, )”, era il claim.

Morale: epic fail. Così Ibm ha cancellato i video e rimosso i tweet. E l’azienda si è dovuta perfino scusare, facendo ammenda di fronte a quello che nel gergo del marketing social si definisce, epic fail. “Grazie per i vostri feedback sulla campagna. Vi abbiamo ascoltato e ci scusiamo per aver mancato l’obiettivo. Promettiamo di fare meglio in futuro”, è il post su Twitter deciso dopo la raffica di critiche.

Comunque IBM ha raggiunto un obiettiv: la campagna  #HackAHairDryer è diventata  virale, peccato in modo pesantemente negativo per il brand.
Il problema principale, qui, è l’idea di base che supporta l’intera campagna: IBM vuole dimostrare che anche le donne possono “fare bene” nelle discipline scientifiche, ma è la prima a non crederci. Non solo tira in ballo un aggeggio di uso tipicamente femminile come un phon per capelli, ma anche il semplice “porsi il problema” se ci siano o meno donne attratte dalla scienza costituisce già di per sé un fallimento comunicativo per un marchio che ha fatto dell’innovazione la propria bandiera.

Complimenti.
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Categoria: P2P e Web

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