Ecco quello che succede ad indossare un visore di realtà virtuale per 48 ore consecutive

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News del 27 Gennaio 16 Autore: Pinter
I problemi fisici come nausea o mal di testa legati all´indossare troppo a lungo un visore per la realtà virtuale sembrerebbero superati col progresso tecnologico, ma persistono alcuni problemi psicologici, come testimoniato da un´artista  che ha indossato un HTC Vive per 48 ore.

Come sarebbe vivere per più di qualche ora immersi nella realtà virtuale, diciamo per un paio di giorni? Il fondatore e direttore artistico di A MAZE Festival ha quindi prestato il proprio corpo alla scienza e ha passato due giorni nella ‘realtà virtuale’, in un ambiente protetto. Secondo gli organizzatori "nessun umano ha mai speso così tanto tempo nella realtà virtuale".

Il risultato? "Non ho avuto alcun problema fisico, come affaticamento oculare, forti mal di testa o nausea", tuttavia dopo le prime 25 ore Wiedemann ha dovuto affrontare un attacco di panico che l´ha quasi portato ad abbandonare l´esperimento. Superata la difficoltà comunque tutto è filato liscio sia prima che dopo.

Ecco quello che succede ad indossare un visore di realtà virtuale per 48 ore consecutive - immagine 1

Sembrano dunque risolti i problemi dei primi prototipi che provocavano facilmente malessere fisico se li si usava continuativamente per troppo tempo, tuttavia altri problemi persistono ancora, forse più difficili da risolvere.

Ma perché Wiedemann l´ha fatto? L´esperimento si chiama Disconnected, è stato ideato dallo stesso Wiedemann e si è svolto presso il Game Science Center di Berlino, con l´intento di verificare appunto le reazioni umane a quello che, secondo Wiedemann, sarà il passatempo principale delle persone entro 10 anni, vale a dire trascorrere molto tempo immersi nella realtà virtuale per incontrare amici internazionali e vivere con loro pazze avventure.

Wiedemann è stato seguito per tutto il tempo dal proprio "sciamano VR" Sara Lisa Vogl, che l´ha condotto attraverso una serie di giochi, demo ed esperienze che ricordavano i trip lisergici, al fine di tenerlo occupato per tutto il tempo.

Vogl ha organizzato il tempo che Wiedemann ha passato nella VR in modo da farlo giocare a tennis da solo, farlo camminare sulle mani per uno dei mondi di Lucid Trips e creare un pupazzo di neve in fiamme su Tiltbrush (un programma per la VR simile a Microsoft Paint e MacPaint). Wiedemann si è anche divertito a solleticare un gatto mentre risolveva indovinelli su Fantastic Contraption; ha cercato di superare il record mondiale di ski-jumping su VRLympix; ha rincorso e ucciso persone su Hover Junkers; si è divertito con gli amici su AltspaceVR; ha viaggiato da un posto magico all’altro con i suoi nuovi amici su VRChat; ha posato con la sua tutina rosa nel ruolo del presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca; è scomparso diverse volte nella sala d’attesa di SteamVR; si è rilassato per alcune ore su VR diorama Blocked In, e molto altro.

Tutto questo senza mai mettere in pausa né audio né immagini. E questi mondi, molti dei quali ancora in demo, arrivavano a Vogl e Wiedemann in tempo reale.

Ecco quello che succede ad indossare un visore di realtà virtuale per 48 ore consecutive - immagine 2

Le persone che seguivano l’evento mi contattavano via chat e volevano invitarlo a giocare con loro” ha detto Vogl. “Inviavano le demo prodotte da loro stessi o da amici al mio profilo Facebook o sulla mia mail e io li scaricavo e ci giocavo su Vive. Quando ho elaborato la routine per Throsten, ho contattato un sacco di sviluppatori, ma mi ha sconvolto vedere in quanti mi hanno contattata anche durante l’evento. Questa cosa ha ampliato la gamma di contenuti di un bel po’ e ha dato a Thorsten la possibilità, per esempio, di giocare a VR MInigolf insieme allo sviluppatore in una versione multiplayer beta.”

Wiedemann inoltre ha riposato soltanto per due ore e mezza ogni giorno, all´interno di un´accogliente caverna, ovviamente virtuale, con vista sulle stelle e si è nutrito esclusivamente con speciale cibo liquido, cioccolata e banane, assumendo anche dei farmaci che hanno inibito il suo bisogno di espletare i bisogni fisiologici.

Non sappiamo se la previsione di Wiedemann sul 2026 si rivelerà esatta, quel che è certo è che vivere in una realtà fittizia ci procurerà ancora per diverso tempo molti problemi, se non fisici, almeno psicologici.
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Categoria: P2P e Web

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