Ecco come i droni di Google ti recapiteranno i pacchi a casa

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News del 28 Gennaio 16 Autore: Stefano Fossati
I droni soppianteranno i corrieri per il recapito di pacchi a domicilio. Questo almeno è quanto vorrebbe fare Google con "Project Wing", un´iniziativa che punta a utilizzare i droni per le consegne di merci in case e uffici. L’idea non è nuova (“Project Wing” è stato lanciato nel 2014) e nemmeno esclusiva, dal momento che, oltre a Mountain View, altre società come il colosso dell’ecommerce Amazon stanno lavorando alla possibilità di affidare le spedizioni ai droni. Un nuovo brevetto depositato da Google potrebbe però rappresentare la soluzione a un problema non banale: difficilmente un drone potrebbe infatti recapitare il pacco direttamente sulla porta del destinatario, dal momento che i rotori o i giranti di cui è dotato potrebbero rivelarsi pericolosi e interferire con cavi elettrici aerei o altri ostacoli.

Ecco come i droni di Google ti recapiteranno i pacchi a casa - immagine 1

La soluzione brevettata da Google prevede quindi la realizzazione di un sistema completamente automatizzato basato non solo su droni, ma anche su "dispositivi di consegna" a terra che si occuperebbero dell’ultima fase del trasporto, con il recapito della spedizione in un punto prestabilito e accessibile al destinatario. In pratica, il drone trasporterebbe in volo il pacco dal magazzino di spedizione fino a un "luogo di scambio" sicuro a poca distanza dall´indirizzo di consegna; qui, sempre automaticamente, lo depositerebbe nel "dispositivo di consegna". Questo, nel brevetto di Google, è raffigurato come una sorta di scatola dotata di ruote e trasmittenti in grado di inviare segnali a infrarossi: quando il drone è in avvicinamento, rileva questi segnali per localizzare con precisione il dispositivo e "scaricargli" il pacco.

A quel punto, il "dispositivo di consegna" si muoverebbe autonomamente fino al punto per il deposito della merce, ad esempio un garage, inviando un messaggio al destinatario per avvertirlo dell´avvenuto recapito. Detto così, sembra tutto un po´ macchinoso e non è chiaro come si potrebbe evitare il rischio che un eventuale ladro “intercetti” per strada il “dispositivo di consegna” per appropriarsi del suo contenuto. Eppure Google crede fortemente nei vantaggi economici di questo sistema di consegna: la società calcola infatti che, attualmente, i due principali corrieri degli Stati Uniti impiegano 100mila veicoli per il cosiddetto "ultimo miglio", ovvero il trasporto dei pacchi dal loro magazzino di zona alla casa o all´ufficio del destinatario, e ognuno di questi veicoli richiede un operatore umano. E la continua crescita degli acquisti online e quindi delle spedizioni di piccolo taglio richiederà "sistemi di consegna più efficienti ed economici". Resta da capire se, dopo le proteste dei tassisti contro Uber, assisteremo anche alle manifestazioni di piazza dei pony express inferociti contro Google.

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