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Droni e vino, un rapporto sempre più stretto

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News del 17 Luglio 16 Autore: Pinter
Cambiano i tempi: una volta il contadino utilizzava zappa e vanga, ora utilizza le tecnologie più avanzate per curare i suoi raccolti: OGGI i dati per la viticoltura si acquisiscono con i droni.

Rispetto alle analisi satellitari, sono più economici, veloci, flessibili, precisi e personalizzabili, ideali per rilevare dati e informazioni sullo stato delle vigne. 

Analizzare lo stato di salute di una vigna dall´alto, utilizzando telecamere termiche e multispettrali in grado di ´vedere´ lunghezze d´onda che l´occhio umano non è in grado di percepire: è questa l´ultima frontiera nell´impiego di droni che i vignaioli spagnoli hanno messo in campo per monitorare l´andamento delle viti con precisione millimetrica. Il viticoltore sarà in grado di analizzare lo stato di salute di ogni singola foglia, il livello di stress idrico così come il contenuto di clorofilla e antociani direttamente dal monitor di uno smartphone.

Uno degli aspetti fondamentali che caratterizza la viticoltura moderna, e l’agricoltura in generale, è la sostenibilità, ossia la realizzazione di una attenta gestione agronomica che miri alla riduzione degli impatti ambientali, al contenimento dei costi e al mantenimento di un’elevata qualità del prodotto.

Droni e vino, un rapporto sempre più stretto - immagine 1

Per raggiungere questi obiettivi e migliorare in maniera evidente la qualità produttiva vitivinicola la ricerca ha sviluppato nuove metodologie e strumenti conoscitivi in grado di caratterizzare in modo dettagliato lo stato vegetativo della pianta e il suo specifico ambiente di sviluppo.

Uno degli strumenti più efficaci di supporto per il miglioramento della qualità produttiva vitivinicola è senz’altro il telerilevamento o remote sensing. Il termine telerilevamento indica l’acquisizione a distanza di dati riguardanti il territorio e l’ambiente e impiega immagini ad alta risoluzione comunemente rilevate da satelliti o aerei. Nel caso specifico dei vigneti, il telerilevamento permette di estrapolare importanti informazioni distribuite nello spazio relative allo stato di coltura; tali informazioni consentono di realizzare mappe tematiche georeferenziate, che distinguono le aree omogenee in termini di un dato parametro, come ad esempio la vigoria vegetativa delle piante.

Ma l’utilizzo dei dati rilevati dai satelliti offre da una parte il vantaggio di coprire grandi porzioni di territorio, ma dall’altra ha una bassa risoluzione a terra del dato che limita l’utilizzo dei dati raccolti, non permettendo un’efficace distinzione tra filare e interfilare. A questo vanno aggiunti i costi elevati delle immagini e l’impossibilità di effettuare un monitoraggio personalizzato e continuo a causa delle tempistiche obbligate di passaggio dei satelliti e il rischio di eventuale copertura nuvolosa. Il telerilevamento aereo, invece, permette di fornire una risoluzione a terra superiore a quella del satellite e modulabile in funzione della quota di volo. La dipendenza dalla situazione meteorologica e i costi fissi elevati legati al volo aereo rendono però questa tecnica poco applicabile e molto costosa su superfici viticole di piccole dimensioni.
Droni e vino, un rapporto sempre più stretto - immagine 2

Il drone  è uno come strumento in grado di rispondere alle esigenze della viticoltura di precisione in termini di telerilevamento, distinguendosi per costi bassi, tempestività e flessibilità delle misure, personalizzazione della strumentazione, completa automazione del piano di volo, precisione e alta qualità del dato acquisito. La principale criticità del sistema UAV resta tuttavia l’alta competenza necessaria per pilotare il drone. Il sistema è in continua evoluzione grazie al carattere open-source che lo distingue. Saranno quindi presto disponibili migliori prestazioni in termini di capacità di carico, autonomia di volo, stabilità e sensori innovativi, con dirette conseguenze sulla qualità operativa dello strumento e dei dati finali di uscita.

Dati i bassi costi del sistema, si può affermare che una ditta di servizio potrebbe facilmente dotarsi di una flotta di più elementi e riuscire a offrire prodotti di altissima qualità a bassi prezzi proporzionali alla superficie monitorata senza limiti minimi di dimensione e gestire con tempestività anche un’alta concentrazione di richieste.

Queste caratteristiche renderanno accessibili prodotti di telerilevamento, come ad esempio le mappe di vigoria, anche alle piccole aziende, fornendo così (e non solo ad aziende di grandi dimensioni) uno strumento fondamentale per la gestione sito-specifica del vigneto.

Il drone radiocomandato, infatti, è in grado di sorvolare le vigne trasportando telecamere speciali che forniscono in tempo reale immagini ad alta risoluzione e spettrografiche che possono essere comparate permettendo di agire sulle zone della vigna con trattamenti mirati alle necessità di ogni singola pianta.

Sarà possibile, in questo modo, applicare un dosaggio variabile di fertilizzanti e trattamenti fitosanitari, avendo al contempo una dettagliata comprensione del potenziale di produzione e di qualità, al fine di ottimizzare gli sforzi al momento della raccolta.


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