Dieci grandi città mondiali studiano assieme le regole per Uber e Airbnb

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News del 20 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Dieci grandi città mondiali uniscono le forze per scrivere assieme le nuove regole per Uber, Airbnb e gli altri nuovi servizi dell’era della sharing economy. A guidare l’iniziativa, in particolare, sono i sindaci di Parigi e New York, ai quali si sono uniti i rappresentanti di altre città come Barcellona, Atene, Toronto e Seul, stando a quanto riferisce Bloomberg. Non è noto se della “coalizione” facciano parte anche città italiane (la lista completa delle dieci che hanno aderito non è stata al momento resa nota), anche se appare improbabile, con molte amministrazioni comunali dei principali centri urbani attualmente in fase di rinnovo.

Dieci grandi città mondiali studiano assieme le regole per Uber e Airbnb - immagine 1

I sindaci si sono riuniti per la prima volta il mese scorso ad Amsterdam, dove il primo cittadino di Parigi ha chiesto la messa a punto di una serie di linee guida da pubblicare a ottobre. Un insieme di regole omogenee nelle principali città mondiali renderebbe più facile a società come Uber e Airbnb la pianificazione di strategie sui diversi mercati internazionali e ridurre i rischi di azioni legali o scioperi contro la loro attività, come le agitazioni dei tassisti che in più occasioni hanno bloccato Milano e Roma per protestare contro Uber.

Ma a beneficiarne potrebbero essere gli stessi utenti, in particolare i turisti, che avrebbero la possibilità di usare questi servizi con le stesse modalità nelle diverse città, a differenza di quanto accade oggi: come ha sottolineato a Bloomberg un portavoce dell’assessorato allo sviluppo economico del Comune di New York, “avere i 20 o 30 maggiori mercati urbani al mondo che operano ognuno attraverso regole completamente diverse non fa bene a nessuno”. In Italia, Uber opera attualmente a Milano, Roma e Firenze, mentre l’operatività di Airbnb è estesa a tutto il territorio nazionale. Poche settimane fa, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri a riesaminare le normative nazionali per disciplinare i servizi della sharing economy.

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