Dead Drops, chiavette USB sparse in città per essere trovate e scaricarne il contenuto

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News del 01 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Si chiama “Dead Drops” l’originale iniziativa per la diffusione di contenuti digitali che, lanciata cinque anni fa dall’artista tedesco Aram Bartholl, sta diventando una tendenza in tutto il mondo, soprattutto in Europa. Le Dead Drops non sono altro che chiavette USB nascoste in giro per le strade in attesa che qualcuno le trovi e scarichi il loro contenuto. In pratica, una versione digitalizzata del vecchio “book crossing”, che consiste nel lasciare libri alle fermate dell’autobus, nelle stazioni e in altri luoghi di passaggio a disposizione di chi li voglia leggere.

Dead Drops, chiavette USB sparse in città per essere trovate e scaricarne il contenuto - immagine 1

Tutto iniziò nell’ottobre 2010, quando Bartholl lasciò le prime cinque chiavette in altrettanti edifici di New York con l’intento di favorire lo scambio di archivi fra utenti anonimi senza la necessità di essere connessi a internet: occultate fra i mattoni di una parete o nel pavimento di una cabina telefonica, potevano essere trovate da chiunque che, con un pc portatile (o anche con uno smartphone o tablet Android con un adattatore OTG), poteva scaricarne il contenuto per poi rimetterle dove le aveva trovate. Dopo questa prima “semina”, l’artista invitò su internet altre persone a fare altrettanto seguendo una serie di istruzioni; chi aderisce all’iniziativa deve infatti comunicare il luogo in cui ha collocato la chiavetta USB e la capacità di memoria di quest’ultima. Il contenuto? Spazio alla fantasia di ognuno: musica, racconti, foto, poesie… Importante è che la chiavetta sia bene assicurata alla parete con cemento o stucco, per scoraggiare eventuali tentativi di portarla via. Oltre a quelle USB, esistono alcune memorie di tipo wi-fi, per una connessione più facile con qualsiasi dispositivo mobile.



Due anni dopo le Dead Drops in giro per il globo erano 800, oggi sono più di 1600 per una capacità totale di circa 12mila gigabyte e la loro posizione è segnalata su una mappa pubblicata sul sito Deaddrops.com. In Italia ce ne sono attualmente 94, equamente distribuite per tutto il territorio nazionale; l’ultima è stata collocata a Teramo lo scorso 28 ottobre. Sul sito c’è anche un video “how to” che mostra come “installare” una chiavetta nel muro. Lo stesso Bartholl comunica costantemente sui social network, soprattutto su Twitter, dove vengono piazzate le nuove “Dead Drops” e avverte che l’unico rischio è (ovviamente) quello di imbattersi in chiavette infette da qualche virus. Quindi, prima di scaricare alcunché, meglio dotarsi di un buon antivirus.

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