Dalla Cina il bracciale-smartphone più indossabile che ci sia

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News del 26 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Quando si parla di dispositivi indossabili, generalmente, ci si riferisce a smartwatch e smartband, o al più a prototipi di giacche, occhiali o borse “smart” presentati negli ultimi anni nelle varie fiere tecnologiche. Ora la startup cinese Moxi è pronta a lanciare il primo smartphone indossabile, una sorta di grosso bracciale dotato di display flessibile utilizzabile anche quando è avvolto attorno al braccio o al polso, oltre naturalmente a poter essere “appiattito” come un normale telefono.

Dalla Cina il bracciale-smartphone più indossabile che ci sia - immagine 1

Per la realizzazione dello schermo la società è ricorsa al grafene, il materiale più sottile al mondo nonostante le ottime doti di robustezza, leggerezza, trasparenza e – appunto – flessibilità. Purtroppo, almeno inizialmente, Moxi prevede di realizzare lo smartphone-bracciale solo con display in bianco e nero, mentre la versione a colori, tecnicamente più complessa, dovrebbe arrivare solo nel 2018. Le prime 100mila unità dovrebbero essere messe in vendita in Cina entro fine anno al prezzo di circa 5mila yuan (più o meno 685 euro); per confronto, nel Paese orientale la versione più economica dell’iPhone 6s di Apple costa 5288 yuan (poco più di 720 euro).

Moxi, basata nella città cinese di Chongqing, è specializzata proprio nell’uso del grafene: lo scorso anno la società ha lanciato alcuni modelli di smartphone “normali” basati proprio su questo materiale. Poco o nulla si sa, al momento, delle specifiche tecniche del nuovo dispositivo, che nei rendering mostra un’interfaccia “simil-iPhone” ispirata a quella della versione modificata di Android che equipaggia gli smartphone della casa.

Gli schermi flessibili o addirittura pieghevoli potrebbero rappresentare la “next big thing” su cui i produttori puntano per rilanciare le vendite in un mercato stagnante come quello degli smartphone. Stando ad alcune voci, Samsung potrebbe lanciare nel 2017 il primo dispositivo pieghevole e anche Apple ha depositato lo scorso anno un brevetto per un “dispositivo elettronico flessibile”. Ma una piccola e sconosciuta startup del Far East potrebbe anticipare sul mercato i due colossi del mobile.

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