Così Warner Bros pagava gli youtuber per pubblicare buone recensioni dei suoi giochi

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News del 13 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Noti youtuber, veri e propri influencer della Rete, intascavano di nascosto decine di migliaia di dollari per pubblicare recensioni positive di videogame. A pagare era la Warner Bros, che ha raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission (un’organizzazione statunitense per la tutela dei consumatori) dopo essere stata accusata di avere effettuato pagamenti sottobanco per avere le false recensioni.

La FTC ha appurato infatti che la major ha ingannato i consumatori pagando gli youtuber per promuovere i suoi giochi senza rendere pubblici gli accordi, così da far credere che le videorecensioni fossero frutto del lavoro di professionisti indipendenti. Alla compagnia è stato vietato di sottoscrivere simili accordi segreti in futuro.

Così Warner Bros pagava gli youtuber per pubblicare buone recensioni dei suoi giochi - immagine 1

“I consumatori hanno il diritto di sapere se i recensori esprimono le proprie opinioni o dei messaggi a pagamento”, dice una portavoce della Federal Trade Commission. Secondo l’organizzazione, in particolare, Warner Bros avrebbe pagato gli youtuber per promuovere il gioco “Shadow of Mordor”. Non solo: la casa ha anche fornito loro gratuitamente una versione avanzata del videogame e tutte le istruzioni su come pubblicizzarlo, in modo da occultare il più possibile lo status di contenuti sponsorizzati dei relativi video.

Fra gli yuotuber finiti sul “libro paga segreto” della Warner Bros anche il noto PewDiePie, che da solo ha ottenuto 3,7 milioni di visualizzazioni sui 5,5 milioni totalizzati complessivamente dalle varie recensioni promozionali di “Shadow of Mordor” pubblicate su YouTube.

La vicenda rilancia le polemiche sui contenuti diffusi da blogger e youtuber, che, a differenza di quelli pubblicati dalle testate giornalistiche, sfuggono spesso a ogni controllo sulla loro natura. Nel 2014 il magazine online di videogame Gamasutra rivelò che, su oltre 40 youtuber con oltre 5mila iscritti al loro canale, circa un quarto aveva incassato denaro per realizzare contenuti sponsorizzati. Il che non è vietato né disdicevole di per sé, ma lo diventa quando la sponsorizzazione non viene dichiarata, facendo passare i contenuti in questione come frutto di opinioni indipendenti.
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Categoria: Videogames

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