Come trasformare un vecchio smartphone in una telecamera di sorveglianza

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News del 10 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Sicuramente molti hanno, dimenticato in un cassetto, un vecchio smartphone Android che non usano più, ancora funzionante, ma troppo datato per pensare di utilizzarlo con le app più recenti senza rallentamenti o per realizzare qualche soldo rivendendolo. Eppure quel vecchio smartphone può essere benissimo trasformato in una videocamera di sorveglianza. Lo ha fatto Adrian Kingsley-Hughes, blogger per ZDNet: e non è affatto complicato, non richiede i permessi di root del dispositivo e nemmeno nozioni di programmazione, basta installare un’app.

Su Google Play, infatti, ce ne sono diverse che possono essere utilizzate a questo scopo, le più importanti delle quali sono SalientEye Home Security Alarm e Alfred. Il blogger, in particolare, ha testato la prima, che offre sette giorni di prova gratuita (dopodiché saranno disponibili una serie di opzioni acquistabili in-app) e può anche essere controllata a distanza attraverso un’app accessoria da installare su un altro smartphone, grazie alla quale è possibile avviare e fermare le registrazioni, ricevere notifiche e vedere in tempo reale quanto viene ripreso dalla camera dello “smartphone di sorveglianza”.

Come trasformare un vecchio smartphone in una telecamera di sorveglianza - immagine 1

Visto che quest’ultimo sarà destinato solo a questo scopo, conviene resettarlo innanzi tutto allo stato di fabbrica, quindi eliminare o disattivare – se possibile – eventuali app preinstallate (le uniche necessarie sono quelle per l’invio di email e sms) e infine installare l’app SalientEye e avviarla. Dopo avere impostato il setup iniziale, operazione che non presenta particolari difficoltà (l´accesso all´app può essere protetto con password, ma non è necessaria alcuna registrazione), il vecchio smartphone è pronto a riprendere servizio per vigilare sulla sicurezza della casa o dell’ufficio. L’app supporta il rilevamento di movimento, in modo da attivare la registrazione solo quando si verificano dei cambiamenti nel campo di osservazione della camera del telefono, inviando al contempo una notifica via email o sms. Le registrazioni vengono anche archiviate online in modo da poter essere visionate in un secondo momento.

Ovviamente lo smartphone va posizionato in modo da non attirare troppo l’attenzione, meglio se connesso permanentemente all’alimentatore in modo da non doverlo ricaricare due o tre volte al giorno: la videocamera consuma infatti molta energia. Per lo stesso motivo, meglio rimuovere eventuali cover così da evitare surriscaldamenti. E se si vuole estendere la copertura visiva, è possibile montare sulla camera una lente “fisheye”, facilmente reperibile per pochi euro.

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