Circuiti stampati sulla pelle da usare come microcontroller

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News del 20 Dicembre 15 Autore: Pinter

L´ultima frontiera della tecnologia sembra essere la possibilità di trasformare direttamente gli esseri umani in wearable, per connettere direttamente noi stessi all´Internet Of Thing e comunicare con gli oggetti elettronici. 

Sta per finire l´epoca dell´homo sapiens sapiens? A breve potrebbe cominciare l´era dell´uomo bionico: infatti gli indossabili sono sempre più piccoli e ´invisibili´, ad oggi è infatti possibile camuffare circuiti e minutissimi SoC anche all´interno dei vestiti. Ma la startup Chaotic Moon è andata oltre, creando dei tatuaggi temporanei che è possibile apporre sulla pelle ed offrire così possibilità inedite. I cosiddetti ´Tech Tats´ possiedono microcontroller e perfino luci LED, dei veri wearable in grado di rilevare temperatura corporea, pressione sanguigna, ossigenazione del sangue e battiti cardiaci. Tutto interconnesso dall´inchiostro elettroconduttivo.

Si tratta come ovvio di una fase sperimentale, le possibili applicazioni sono tuttavia infinite ed è facile pensare a strumenti validi per la medicina, il consumer e il campo militare, con dispositivi di geolocalizzazione integrati nella pelle dei soldati e informazioni costanti anche sulle loro condizioni. Il CEO della startup, Ben Lamm, ha anche parlato di pagamenti in stile Apple o Samsung Pay, con tutte le credenziali ben al sicuro nella nostra pelle, anche se sono leciti i dubbi sulle potenziali reazioni della cute a questi materiali.

Circuiti stampati sulla pelle da usare come microcontroller - immagine 1
Dal punto di vista tecnico, il tatuaggio è composto da un microcontroller ATtiny85 che si occupa di immagazzinare e trasmettere le informazioni, mentre il passaggio di dati fra le varie componenti è permesso dall’utilizzo di uno speciale inchiostro elettroconduttivo. Si possono anche aggiungere LED, all’occorrenza, da attivare in modo da ricevere un feedback visivo in determinate situazioni, ad esempio quando la temperatura corporea rilevata supera la soglia d’allarme.

L’iniziativa richiama alla mente quella di Motorola, che già da qualche anno sperimenta l’utilizzo di metodi alternativi alle password tradizionali, come i tatuaggi o addirittura particolari pillole da ingoiare, per l’autenticazione degli utenti a piattaforme e servizi. Restando in tema, VivaInk da tempo commercializza i Digital Tattoo in grado di sbloccare lo smartphone una volta applicati alla pelle.

Circuiti stampati sulla pelle da usare come microcontroller - immagine 2

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