Canone RAI: come funziona il pagamento in bolletta

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News del 07 Gennaio 16 Autore: Pinter
La legge di Stabilità ha finalmente chiarito la modalità di pagamento del canone Rai  in vigore nel 2016: verrà addebitato attraverso la bolletta dell´elettricità. 100 euro divisi in 10 rate.

Il Governo è giunto alla decisione di porre la fiducia al Senato, arrivando al testo definitivo: prima di tutto è confermata la riduzione da 113,50 euro a 100 euro all´anno. Inoltre il pagamento avverrà con addebito sulle fatture emesse dalle aziende di distribuzione di energia elettrica in 10 rate mensili tra gennaio e ottobre. Ovviamente la quasi totalità delle bollette è bimestrale, quindi quasi tutti gli italiani troveranno in fattura un addebito di 20 euro in cinque bollette.

Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi di cui al primo comma detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica, come individuata dall´articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica si legge nel testo.

Non sarà più possibile la cessazione dell´abbonamento per suggellamento. Per gli anni dal 2016, 2017 e 2018 le maggiori entrare (rispetto al bilancio di previsione 2016) verranno riversate all´Erario. Il primo anno per una quota pari al 33% e poi al 50%.

Saranno destinate all´ampliamento sino ad euro 8.000 della soglia reddituale prevista ai fini della esenzione dal pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore di soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni. Al finanziamento, fino ad un importo massimo di 50 milioni di euro in ragione d´anno, di un Fondo per il pluralismo e l´innovazione dell´informazione e al Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Canone RAI: come funziona il pagamento in bolletta - immagine 1

Ma chi non ha una televisione in casa, oppure chi vuole sfidare la sorte e continuare a non pagare il canone Rai, che cosa può fare? Per prima cosa, spiega la bozza di legge, "il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica non opera come responsabile di imposta ed è tenuto ad informare con cadenza bimestrale l´Agenzia delle Entrate al fine dell´attivazione delle procedure di recupero. Dunque, chi non paga non si vedrà staccata la luce, ma verrà segnalato al Fisco. La sanzione per i morosi è cinque volte la cifra evasa, ovvero 500 euro.

Per chi non vuole pagare, la novità più importante è quella relativa all´inversione dell´onere della prova, con la quale il governo mira a recuperare l´evasione della gabella, oggi stimata al 27 per cento. Il canone verrà messo nella prima bolletta che riceveremo, e solo dopo potremo chiedere l´esenzione dal pagamento. Dobbiamo però essere in grado di dimostrare di non possedere alcun apparecchio per la ricezione tv (eccezion fatta per gli over 75, esentati dal balzello). Dunque, saremo noi a doverlo dimostrare, e non sarà più lo Stato a bussare alla nostra porta per verificare se abbiamo l´apparecchio in casa.

Per non pagare, dunque, si deve superare la "presunzione di possesso". Ovvero si deve prendere carta e penna e scrivere all´Agenzia delle Entrate, scrivendo un´autocertificazione in cui si dichiara di non possedere alcun apparecchio per la ricezione. In caso di falsa autocertificazione, spiega la bozza di legge, le conseguenze saranno "anche penali". Dunque, chi ha in casa una tv ma vuole evadere la tassa, rischia un controllo in casa (più probabile rispetto a oggi, perché sarà conseguenza dell´autocertificazione), una multa da 500 euro e anche una denuncia penale.

A Palazzo Chigi e a Viale Mazzini ritengono che la minaccia sia sufficiente per far pagare a tutti, o quasi, il canone.

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