Bye bye tv e giornali, i giovani si informano sui social media

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News del 16 Giugno 16 Autore: Stefano Fossati
I giovani si informano attraverso i social network: una tendenza globale, anche se meno evidente in Italia a causa del ritardo della penetrazione del web nel nostro Paese. Il dato, contenuto nel rapporto annuale dell´Istituto Reuters di Studi sul giornalismo, conferma il declino della tv fra le nuove generazioni, già superata dagli smartphone per l´accesso ai video, spiegando al contempo gli investimenti effettuati nell´ultimo anno nel campo dell´informazione da colossi tecnologici come Facebook, Google e - in misura minore - Apple.

Dai risultati dell´indagine, condotta da YouGov su 50mila persone con accesso a internet in 26 Paesi, emerge che la metà degli interpellati (51%) usa piattaforme come Facebook o Twitter per accedere alle notizie ogni settimana; per il 12% i social media sono la fonte principale di informazione. Il 28% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si affida ai social per le notizie e solo il 24% alla tv. Come detto, i dati sono un po´ diversi in Italia, dove la penetrazione di internet riguarda ancora solo il 62% della popolazione e la tv esercita ancora un ruolo dominante per l´informazione, anche se la perdita di terreno rispetto a web e smartphone è evidente anche da noi.

Bye bye tv e giornali, i giovani si informano sui social media - immagine 1

La principale fonte d´informazione social a livello globale è Facebook, utilizzato dal 44% degli intervistati per cercare, fruire e condividere notizie; seguono, nell´ordine, YouTube, Twitter e WhatsApp, ma crescono nuove piattaforme come Snapchat, che ha recentemente rinnovato la sua sezione Discover dedicata alle news: l´app di messaggistica "usa e getta" è usata dal 12% dei ragazzi statunitensi fra i 18 e i 24 anni. In linea con la tendenza generale del web, l´accesso all´informazione online avviene sempre più da mobile: in alcuni Paesi come il Regno Unito, smartphone e tablet hanno già superato il pc per la fruizione dei contenuti internet.

Il rapporto evidenzia peraltro che, se il futuro dell´informazione online passa dai social network, gli editori dovranno fare i conti con gli algoritmi che posizionano e selezionano le notizie, anche se per il momento la preoccupazione principale deriva dagli ad blocker, con cui gli utenti bloccano lo scaricamento e la visualizzazione della pubblicità durante la navigazione: in Polonia, ad esempio, li utilizza ben il 56% degli under 35. Ma ciò che dovrebbe far riflettere maggiormente gli editori è il fatto che la fiducia nell´informazione fra gli utenti è complessivamente bassa, il che fa sì che la maggior parte dei lettori di notizie online non sia disposta a pagare per averle, soprattutto nei Paesi anglofoni, dove solo il 9% si dice disposto a mettere mano al portafogli per leggere le news; fra gli italiani questa quota sale al 16%.

La maggioranza degli utenti web si affida comunque a brand "fidati" per l´informazione online, anche se vi arriva attraverso canali diversi a seconda delle aree geografiche: nei Paesi del nord Europa come Norvegia (63%), Finlandia (62%) e Danimarca (55%) il punto di partenza sono gli stessi siti delle testate o le loro app, mentre in altri Paesi, tra cui l´Italia, la porta d´acceso principale è rappresentata dai motori di ricerca (ovvero essenzialmente da Google); in altri ancora, come Grecia, Ungheria e Brasile, sono i social media il primo canale di accesso alle news.
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Categoria: P2P e Web

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