Bye bye Android, il nuovo sistema operativo di Google è “Fuchsia”

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News del 16 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
Dopo Android e Chrome OS, Google sta lavorando alla realizzazione di un nuovo sistema operativo che tuttavia, a differenza dei precedenti, non sarà basato sul kernel Linux. Identificato al momento con il nome “Fuchsia”, il nuovo sistema operativo dovrà essere leggero ma potente e sarà destinato a ogni tipo di dispositivi Internet of Things, oltre che (forse) a smartphone e pc.

Al posto di Linux, Google ha scelto come “cuore” della nuova piattaforma Magenta, basato a sua volta su LittleKernel, un concorrente dei sistemi operativi commerciali per dispositivi “embedded”. Stando a quanto riporta AndroidPolice, Fuchsia potrà essere utilizzato anche su smartphone e personal computer, supportando CPU ARM sia a 32 che a 64 bit e CPU per pc a 64 bit. Come linguaggio di programmazione principale, Google utilizza Dart, l’interfaccia utente è basata su Flutter (la piattaforma, acquisita tre anni fa da Google, che consente di controllare i dispositivi attraverso i movimenti delle mani nell’aria) mentre per il rendering ricorre a Escher, il che fa pensare che il sistema operativo possa avere un’interfaccia basata sul Material Design di Android.

Bye bye Android, il nuovo sistema operativo di Google è “Fuchsia” - immagine 1

Uno degli sviluppatori che stanno lavorando al progetto ha confermato che presto sarà pronta una versione di Fuchsia per il Raspberry Pi 3 (foto sopra). Non è ancora chiaro come il nuovo sistema operativo si posizionerà sul mercato rispetto ad Android e Chrome OS: secondo AndroidPolice, potrebbe in futuro sostituirli entrambi, ma è anche possibile che Google intenda utilizzarlo solo per i suoi futuri dispositivi “embedded” come OnHub, ovvero il cuore del sistema Google Home per la casa connessa. Per il momento, il gruppo di Mountain View si limita a comunicare lo slogan: “Rosa + viola = Fuchsia (un nuovo sistema operativo)”.

Parallelamente, lo ricordiamo, Big G sta sviluppando un altro sistema operativo per dispositivi IoT, Brillo, unitamente al suo protocollo di connessione Weave, che ha già ottenuto il supporto di alcuni brand importanti come Asus.

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