Boom di attacchi malware alle aziende, ogni quattro secondi un dipendente ne scarica uno

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News del 27 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
Ogni quattro secondi un dipendente di un’azienda nel mondo scarica un malware. E’ l’allarmante dato, contenuto nel nuovo Security Report pubblicato da Check Point, che rende l’idea di come gli attacchi informatici ai danni delle imprese siano in continuo aumento. Il Security Report 2016, per il quarto anno consecutivo, analizza le attività di più di 31mila gateway di Check Point nel mondo per ricavare dettagli sulla situazione delle aziende che si trovano ad affrontare malware conosciuti e sconosciuti. E un’ulteriore ricerca, SANS 2016 Threat Landscape Study, condotta in partnership con il SANS Institute (ente di formazione e ricerca in ambito sicurezza), attraverso un sondaggio fra più di 300 professionisti IT e di cybersicurezza in tutto il mondo traccia un quadro delle minacce che le organizzazioni devono affrontare.

La sintesi dei risultati dimostra che i malware sconosciuti continuano a evolversi e a crescere in modo esponenziale: i ricercatori hanno riscontrato un aumento di quasi dieci volte di quelli che colpiscono le aziende. Una situazione resa ancora più difficile dai comportamenti dei dipendenti, che mediamente ogni quattro secondi scaricano una di queste minacce. In totale, ogni mese sono state scoperte circa 12 milioni di nuove varianti di malware e quelli individuati negli ultimi due anni superano il numero dei malware scoperti complessivamente nell’arco dei dieci anni precedenti.


Fra i veicoli di diffusione di malware ci sono smartphone e tablet, che rappresentano il 60% dei dispositivi sui quali gli utenti trascorrono il loro tempo “digitale”: una benedizione dal punto di vista della produttività aziendale, che può tuttavia trasformarsi in una maledizione sul piano della sicurezza. Anche se i dipendenti non vogliono causare intrusioni nelle reti aziendali, uno su cinque finisce per farlo, a causa di un malware per dispositivi mobili o di una connessione wi-fi malevola.

Secondo le aziende intervistate, la causa più comune di intrusioni, nonché il punto debole dei sistemi di difesa informatica, sono gli endpoint. Nel 75% dei casi di infezione, gli hacker sfruttano il tranello delle email e il 39% degli attacchi agli endpoint ha superato i firewall dei gateway delle reti. E le operazioni di routine hanno scoperto l’85% delle minacce dopo che queste erano già riuscite a penetrare all’interno dei sistemi dell’azienda.

“Con miliardi di nuove forme di connessione che si intrecciano ogni minuto, il mondo, oggi, è più connesso e globale che mai. Le innovazioni come il cloud, la mobilità e l’IoT stanno cambiando profondamente il modo in cui noi applichiamo la tecnologia, il modo in cui noi la utilizziamo e la mettiamo in sicurezza”, commenta Amnon Bar-Lev, presidente di Check Point. “Sempre più malware stanno invadendo il nostro ecosistema, le tecniche di sicurezza tradizionali sono ormai inutili e non riescono a prevenirli. Per questo, per continuare ad essere leader di mercato, è necessario essere un passo avanti a tutto ciò che è invisibile, sconosciuto, incontrollabile e prevenire gli attacchi prima che colpiscano”.
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Categoria: Sicurezza

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