Boom di Cloud e Internet of Things in Italia (ma non al Sud)

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News del 16 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
Dopo anni di crisi, riparte il mercato di informatica, telecomunicazioni e contenuti digitali in Italia. Stando ai dati sull’andamento dell’ICT diffusi da Assinform, nell’ultimo anno il settore è cresciuto dell’1% (sfiorando i 65 milioni di euro), apparentemente poca cosa ma comunque un’inversione di tendenza significativa dopo il -1,4% del 2014. Nel giro di un anno ha recuperato, passando dal -1,4% del 2014. E per il 2016 si prevede un’ulteriore balzo del +1,5% a 65,8 milioni di euro.

Boom di Cloud e Internet of Things in Italia (ma non al Sud) - immagine 1

Le tecnologie che trainano la ripresa, in base ai dati elaborati in collaborazione con NetConsulting3, sono cloud (+28,7%, nell’ambito dei servizi ICT), Internet of Things (+13,9% coinvolgendo comparti come il manufacturing, l’energy management, l’automotive), contenuti digitali e digital advertising (+8,6%). Ma al recupero hanno concorso po’ tutti i comparti, con la sola eccezione dei servizi di rete delle telecomunicazioni (-2,4%,), frenati dal calo delle tariffe (che però sono date in crescita nel 2016).

Per quanto riguarda le vendite di dispositivi, il mercato è cresciuto lo scorso anno dello 0,6% nonostante la crisi dei pc (-13,7% in volumi fra portatili, desktop e server) e dei tablet (-15,1%): a trainare sono stati ancora una volta gli smartphone, cresciuti del 9,9% con 15,5 milioni di pezzi venduti, consentendo a un numero sempre maggiore di italiani l’utilizzo di nuove applicazioni e nuovi servizi in mobilità. Non a caso gli utenti della banda larga su rete mobile sono ancora aumentati dell’8,8%, toccando quota 34,5 milioni: oltre la metà della popolazione del nostro Paese. Più lenta la crescita degli accessi in banda larga da rete fissa, comunque saliti del 2,1% a 14,6 milioni.

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Fra tante note positive, resta quella negativa del profondo ritardo che continua a caratterizzare il Sud Italia anche sul fronte del digitale, con spese per impresa e consumatore spesso non superiori a un terzo della media nazionale. Nelle regioni meridionali quasi il 90% delle imprese tra i 10 e i 49 addetti presentano ancora indici di digitalizzazione molto bassi. “E’ fondamentale creare le condizioni perché anche il piccolo imprenditore avverta la responsabilità di innovare e di integrarsi in filiere digitali”, spiega il presidente di Assinform Agostino Santoni, secondo il quale servono “programmi di politica industriale inizialmente concentrata su settori a potenzialità elevata ma compressa, a partire dal turismo e dall’agroalimentare”. Risorse di cui il Sud è ricchissimo.

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