Banda ultralarga: sempre più in ritardo

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News del 30 Luglio 15 Autore: Pinter
Banda ultralarga: sempre più in ritardo
Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani: "abbiamo un grosso problema di arretratezza generale del digitale italiano che si esprime  attraverso tante debolezze.

L´accesso alla rete e’ un fattore irrinunciabile. Ma quando si scende nel dettaglio, spesso si incespica in disservizi inevitabili. La rete in rame e’ diffusa oltre che relativamente vecchia. Ovvio che ci siano rotture e malfunzionamenti. Il nostro problema e’ che siamo gli unici ad avere una sola rete generale. In altri Paesi e’ stata cambiata la rete in fibra e il cavo tv costituisce una buona alternativa.

Quello della banda larga e’ un tema complesso. Quello che serve sono i servizi che viaggiano sulla fibra. Se ci fosse una domanda forte gli operatori fornirebbero i loro servizi molto volentieri a prezzi piu’ alti nella misura in cui sono piu’ efficienti. Ma l’Italia si trova in condizione di svantaggio per la mancanza di una sana pressione concorrenziale.

Sulla fibra c’e’ la possibilità di trasportare in maniera efficiente l’intrattenimento. Ma non solo: e’ lo Stato che ne potrebbe beneficiare maggiormente. Penso alla telemedicina, all’anagrafe elettronica direttamente a casa. Questo per dire che lo Stato potrebbe intervenire se i privati non dovessero sentirsi di investire nell’innovazione somme importanti. Penso a uno ‘Stato digitale’ che potrebbe cambiare l’Italia".

La situazione, per Cardani, presenta criticità anche nella distribuzione del territorio. A nord il 98,4 per cento della Lombardia è coperta dalla banda larga contro l’83 per cento del Friuli. Al centro si va dal 96 per cento del Lazio all’88 per cento dell’Umbria mentre al Sud si passa dal 96,6 per cento della Puglia al 76 per cento del Molise. «A fronte di una infrastrutturazione in linea con la media europea -continua Cardani- il livello di penetrazione si presenta più basso, con il 51 per cento delle famiglie che hanno sottoscritto un abbonamento rispetto ad una media europea del 70 per cento». Ma se il divario per la banda larga è accettabile «gli indicatori sulla banda ultralarga presentano un grado di arretratezza preoccupante rispetto all’Europa. L’Italia registra un livello di copertura del 36 per cento contro il 68 per cento dell’UE-28 e di conseguenza un digital divide doppio rispetto a quello europeo e con situazioni regionali che arrivano al 100 per cento».

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