Banda Ultralarga: il governo italiano sta pensando a Enel (snobbando Telecom)

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News del 13 Maggio 15 Autore: Pinter
Banda Ultralarga: il governo italiano sta pensando a Enel (snobbando Telecom)
Dentro Enel, fuori Telecom: è questa la sintesi estrema dei piani del Governo per la banda ultralarga, che vedranno la responsabilità della creazione della rete internet del futuro in Italia sulle spalle della società energetica e non su quella (come a molti sembrava più logico) di quella per le telecomunicazioni. 

Le ultime scelte dovrebbero arrivare entro maggio da Palazzo Chigi, con la definizione dell´importo degli incentivi e delle modalità della loro erogazione: il progetto Enel potrebbe e dovrebbe rivelarsi vincente per vari motivi. In primo luogo perché i bandi favoriscono (anche in base alle normative europee) gli operatori che non forniscono servizi internet all´utente finale, come invece fa Telecom. Si tratta di un aspetto volto a garantire la concorrenza, e della principale arma di Enel in questa battaglia.

Il piano del Governo per la banda ultralarga era stato varato a marzo di quest´anno: si tratta senza ombra di dubbio del passo più importante compiuto negli ultimi anni per riportare in alto l´Italia nella graduatoria dei paesi con le migliori connessioni internet in termini di velocità, che normalmente ci vede parecchio indietro. Per essere più precisi, il sistema-internet italiano è storicamente stretto tra una penetrazione della rete sul totale della popolazione che ci vede agli ultimi posti in Europa ed una velocità media di connessione che ci pone alla pari con paesi del Terzo Mondo, quando non addirittura sotto. No, non è un´esagerazione.

La "Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale" è stata varata dal Governo per "colmare il ritardo digitale del paese sul fronte infrastrutturale e nei servizi". Obiettivo principale è quello di "massimizzare la copertura da un punto di vista infrastrutturale, raggiungendo come minimo gli obiettivi definiti per il secondo pilastro dell´Agenda Digitale Europea (cioè Internet in ultrabroadband ad almeno 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione come utente, con un 100% dei cittadini che abbiano la copertura a 30 Mbps) ma dandosi come obiettivo del piano il raggiungimento dei 100 Mbps fino all´85% dei cittadini".

Questa è la teoria, ma per passare alla pratica c´è oviamente bisogno di un partner industriale in grado di realizzare l´enorme rete che dovrà coprire tutto il territorio nazionale. Ed il soggetto favorito pare essere Enel, per l´appunto. La società energetica offre infatti un vantaggio non da poco: i cavi elettrici arrivano già in tutte le case del paese, ed approfittando della necessità di sostituire i vecchi contatori con quelli di nuova generazione, a quel punto si dovrebbe "solamente" affiancare la nuova rete internet ai cavi per l´energia.

Questo dovrebbe oltretutto garantire una certa velocizzazione dei lavori: se i 6,5 miliardi di euro offerti dal Governo dovessero finire in buona parte nelle casse di Enel, il completamento della rete a banda ultralarga potrebbe avvenire entro 3 anni, molto prima del piano decennale inizialmente delineato.

Tra l´altro, nella lettera di intenti inviata dalla società al Garante per le telecomunicazioni lo scorso aprile si sottolinea come Enel già possegga "una infrastruttura esistente, costituita da reti di tipo aereo e cabine di distribuzione in grado di ospitare cavi in fibra ottica". Si tratta di un aspetto in grado di ridurre costi e tempi dei lavori, dal momento che sarebbe possibile eliminare la necessità degli scavi stendendo i cavi della fibra ottica sui tralicci grazie alla cosiddetta posa aerea.
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Categoria: P2P e Web

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