AskIzzy, la prima app per i senzatetto

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News del 14 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Ci sono app che hanno reso milionari i loro creatori. Altre, invece, possono essere essenziali per chi non ha nulla. Se non uno smartphone. Fra queste ultime c’è AskIzzy, probabilmente la prima web app pensata appositamente per i senzatetto: lanciata all’inizio di quest’anno in Australia, fornisce indicazioni su rifugi, centri di assistenza e strutture di accoglienza e sanitarie nella zona, localizzandoli tramite Google Maps e fornendo indicazioni su come raggiungerli con i mezzi pubblici.

AskIzzy, la prima app per i senzatetto - immagine 1

L’app è stata realizzata da Infoxchange, un’organizzazione non profit australiana che gestisce un database di oltre 350mila comunità che offrono assistenza a coloro che non hanno fissa dimora. A differenza di quanto si possa immaginare pensando all’immagine stereotipata del “barbone” che passa la sua vita fra una panchina e un marciapiede dove chiedere l’elemosina, sono moltissimi gli homeless che possiedono uno smartphone. Un dato che non deve sorprendere più di tanto: molti senzatetto sono persone che, fino a non molto tempo fa, conducevano una vita “normale” prima di ritrovarsi in mezzo a una strada per le più svariate ragioni. C’è chi ha perso il lavoro, chi non è riuscito a pagare un paio di rate dell’affitto… E, fra le poche cose queste persone che hanno conservato della loro vita precedente, una delle più comuni è proprio lo smartphone: basta trovare di tanto in tanto una presa elettrica per ricaricarlo e un hotspot wifi pubblico a cui connettersi per utilizzare servizi che possono essere utili anche a chi non ha una casa.

Secondo i dati di Infoxchange, in Australia il 95% dei senzatetto ha un telefono cellulare e, di questi, l’80% ha uno smartphone. AskIzzy è disegnata per fornire nella maniera più semplice possibile informazioni per trovare un piatto di minestra nelle vicinanze, un letto caldo per la notte, assistenza medica o psicologica: basta rispondere ad alcune domande basilari, come “hai una sistemazione per la notte?”, “sei maschio o femmina?”, “hai animali?” e così via. E per il futuro gli sviluppatori prevedono la possibilità di includere il tracking di servizi in tempo reale, ad esempio nel caso di centri di assistenza mobili.

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