Arriva la bottiglia di vino smart: hi-tech, connessa e… inutile

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News del 29 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
Fra i tanti oggetti “stupidi” che diventano “intelligenti” nell’era dell’internet delle cose, ci mancava giusto la “smart bottle” per il vino. Ma niente paura: ci ha pensato Kuvée, una startup di Boston che ha realizzato la prima “bottiglia intelligente” dotata di wi-fi e touchscreen. L’ideale (forse) per stupire gli amici a tavola.

La bottiglia è formata da due parti: un guscio esterno, quello dotato appunto di connettività wi-fi e display touch a colori, nel quale si inserisce una cartuccia metallica da 750 ml (il formato standard delle tradizionali bottiglie) che contiene il vino. Una volta inserita la cartuccia, la bottiglia smart la riconosce automaticamente mostrando sul display l’etichetta del vino unitamente a una serie di informazioni aggiuntive, relative ad esempio al produttore e al processo di lavorazione. Non essendo il contenitore trasparente, il display mostra inoltre un indicatore della quantità di vino (stimata) rimanente all’interno.

Arriva la bottiglia di vino smart: hi-tech, connessa e… inutile - immagine 1

Inoltre, attraverso il touchscreen si può accedere al catalogo di vini che Kuvée mette a disposizione e ordinare nuove cartucce: attualmente sono disponibili 48 etichette di 12 cantine, con prezzi che vanno dai 15 ai 50 dollari, ma la società promette che presto diventeranno molte di più. Ma il vero valore aggiunto non è nella parte hi-tech bensì nella cartuccia, che può essere tolta dal “guscio smart” e reinserita più volte, grazie a una chiusura ermetica che si chiude automaticamente e che – a detta del produttore - sarebbe in grado di bloccare l´ingresso dell´ossigeno garantendo una conservazione del vino fino a 30 giorni dalla prima apertura, contro i due-tre giorni di una classica bottiglia di vetro. In questo modo si possono tenere aperte più “bottiglie” contemporaneamente e consumarle nell’arco di diverse settimane, abbinando di volta in volta il vino migliore ai cibi in tavola.

Tutto molto bello? Non proprio. Il primo problema sta nel fatto che la “smart bottle” costa 200 dollari (180 euro), comprensivi di quattro cartucce di vino. E, come detto, il guscio “hi-tech”, quello che incide maggiormente sul prezzo, non è il principale punto di forza. Poi va considerato che l’autonomia della batteria non supera le cinque-sei ore, quindi è necessario ricaricare frequentemente il guscio sull’apposita dock, pena il mancato funzionamento del display; la batteria scarica non compromette comunque la conservazione del vino nella cartuccia, affidata appunto a un sistema del tutto “analogico”. Inoltre il formato della cartuccia è proprietario, quindi il vino può essere acquistato solo da Kuvée. Infine: Jacob Kastrenakes, giornalista di The Verge che ha provato la bottiglia smart, sia pure per soli cinque giorni, pur precisando di non essere esperto di vino riporta la sensazione che, dopo cinque giorni, il vino abbia il gusto di un vino aperto da cinque giorni. Tanto da non esitare a definire questo prodotto “il più ridicolo dei dispositivi Internet of Things che abbia mai visto”.

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I preordini della bottiglia smart si sono appena aperti, le consegne inizieranno a ottobre, inizialmente solo in California e Massachussetts. Entro l’anno Kuvée intende espandere le vendite in tutti gli Stati Usa in cui sia legale la vendita a distanza di vino, per poi eventualmente allargarle all’estero. Ma ho l’impressione che in Italia, primo Paese produttore di vino al mondo, ben pochi ne sentano la necessità.

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