Arriva Brave, il browser che ti fa vedere solo la pubblicità che ti interessa

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News del 20 Gennaio 16 Autore: Stefano Fossati
Nel mercato dei browser web si affaccia Brave, nuova creatura di Brendan Eich, già personaggio chiave legato allo sviluppo di Firefox. Caratteristica fondamentale del nuovo browser, oltre alla promessa di essere più veloce dei rivali (ma a sentire gli sviluppatori, ogni browser è “X volte” più veloce dei rivali…), è la capacità di rimuovere dalle pagine visualizzate i banner pubblicitari più invasivi.

La prima versione beta pubblica di Brave (build 0.7) è stata rilasciata mercoledì agli utenti registrati sul sito dell’omonima società ed è disponibile per i più diffusi sistemi operativi desktop (Windows e Mac OS X) e mobile (Android e iOS). Stando a quanto dichiarato dai suoi sviluppatori, il browser è in grado di velocizzare il caricamento delle pagine web non solo evitando di scaricare i contenuti promozionali più pesanti, ma anche bloccando altri cookies che tracciano l’attività online degli utenti ed elementi web utilizzati per veicolare messaggi pubblicitari. Proponendosi come alternativa ai sempre più diffusi adblockers, che “oscurando” totalmente la pubblicità su internet mettono seriamente a rischio la sopravvivenza dei servizi online gratuiti, Brave punta a realizzare un equo compromesso fra le esigenze di privacy e la salvaguardia di messaggi promozionali che possono essere utili per l’utente.

Arriva Brave, il browser che ti fa vedere solo la pubblicità che ti interessa - immagine 1

Per raggiungere lo scopo, il browser ricava dalla cronologia di navigazione gli interessi del navigatore, quindi condivide tali dati con gli editori in modo che questi possano proporre messaggi targetizzati su ogni singolo utente, quindi potenzialmente più efficaci rispetto a banner generici. Più o meno ciò che fa Google per personalizzare gli annunci pubblicitari all’interno dei siti web. Ovviamente per questa attività di targetizzazione Brave incassa una commissione per ogni messaggio pubblicitario ed è questa la fonte di ricavi su cui punta la società. Perché tutto questo funzioni, tuttavia, è necessario che il browser possa contare su un buon numero di utenti. E infatti per il momento il browser non visualizza banner, sostituiti da spazi vuoti. Eich ipotizza addirittura che, se Brave raggiungesse un numero considerevole di utenti – forse una decina di milioni – potrebbe restituire agli stessi una piccola quota dei suoi ricavi, giusto qualche dollaro al mese, sottoforma di credits da utilizzare sugli stessi siti per rimuovere ulteriori banner pubblicitari.

Brendan Eich è una figura importante nel mondo internet: basti solo dire che a lui si deve il linguaggio JavaScript, inventato quando lavorava a Netscape (la ricordate? Era la società che realizzò il browser più popolare alla fine degli anni ’90, prima di eclissarsi sotto le insegne di AOL). Fra i cofondatori di Mozilla, la fondazione che ha sviluppato il browser open source Firefox, ha poi fondato Brave Software a San Francisco dopo avere lasciato la stessa Mozilla nel 2014, poco dopo la sua nomina a CEO, travolto dalle polemiche per le sue posizioni contro i matrimoni gay. Per inciso, il team di Brave (una decina di persone) ha sviluppato il nuovo browser basandosi non su Firefox ma su Chromium, la “costola open source” del browser Chrome di Google. Una scelta che Eich ha motivato con il fatto che Chrome e più diffuso di Firefox e quindi maggiormente supportato dagli sviluppatori di pagine web.
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Categoria: P2P e Web

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