Apple evade il fisco italiano per 800 milioni

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News del 25 Marzo 15 Autore: Pinter
Apple evade il fisco italiano per 800 milioni
Si è da poco conclusa l´indagine per la presunta evasione fiscale di Apple nel nostro paese, la multinazionale con base a Cupertino (California) ha infatti dichiarato da noi fatturati irrisori a fronte di vendite miliardarie. Il meccanismo è più che complesso, come raccontato in molte occasioni si è sfruttato il beneplacito dell´Irlanda per convogliare in questo paese tutte le operazioni europee più remunerative, schema al momento al vaglio della Commissione Europea.

In Italia la situazione sembra essere chiara dopo un´attenta indagine durata due anni, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino. Il meccanismo è il medesimo utilizzato da altri big come Google (anch´essa sotto la lente delle autorità), capace di trasferire a Dublino le vendite e contabilizzarle in quella sede, sfruttando i ´regali´ fiscali dell´Irlanda.

Il reato contestato a tre figure di spicco non è da prendere alla leggera, come riportato dalCorriere della Sera si parla infatti di "omessa dichiarazione in base all’articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000" e a risponderne saranno Enzo Biagini (ad Apple Italia), Mauro Cardaio (direttore finanziario) e Michael Thomas O’Sullivan (manager della Apple Sales International).

Il periodo in esame è quello compreso tra il 2008 e il 2013, cinque anni in cui Apple pare abbia mancato il versamento di circa 879 milioni di euro di Ires. La posizione dei tre manager è peggiorata negli anni, dopo le prime perquisizioni del 2013 si era parlato infatti di dichiarazione dei redditi fraudolenta, tuttavia una possibile intesa con l´Agenzia delle Entrate potrebbe alleggerire le accuse. La strada intrapresa dopo la conclusione dell´inchiesta sembra essere questa, ma non sapremo fino all´ultimo quale possa essere la richiesta del fisco italiano.

Da Apple e dal legale Paola Severino che segue i manager non è arrivato alcun commento a questa notizia, la situazione è certamente delicata anche perchè in gioco ci sono anche altri paesi europei dove potrebbe essere stata utilizzata una simile tecnica. L´Italia potrebbe creare infatti un ´pericoloso precedente´.

Qui non importano fazioni e stima ai brand, tutti devono pagare le tasse, soprattutto quelle aziende multimiliardarie che vantano cash senza limiti in cassaforte e non hanno problemi finanziari. Le autorità italiane stanno indagando da tempo anche su Google e qualche settimana fa era persino emersa una voce (poi smentita) di accordo per il pagamento di tasse non versate, simile posizione anche per Amazon accusata di accordi illegali con il Lussemburgo.
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Categoria: P2P e Web

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