Apple brevetta una tecnologia per spiare i ladri di iPhone (e non solo)

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News del 11 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
Apple ha presentato una richiesta di brevetto negli Stati Uniti per un’applicazione che dovrebbe combinare i dati provenienti dal touch ID (lettore di impronte digitali), dalla fotocamera e da altri sensori dell’iPhone per avere informazioni su chi stia usando il dispositivo in caso di furto. Stando a quanto riporta Appleinsider, il brevetto è intitolato “registrazione biometrica per l’identificazione di utente non autorizzato” e riguarda il modo in cui l’iPhone si trasformerebbe in un dispositivo di sorveglianza in grado di registrare, archiviare e infine trasmettere informazioni sulla persona che lo sta utilizzando dopo avere ricevuto un segnale che attivi questa funzione, oppure dopo un certo numero di tentativi falliti di accesso al telefono.

Le informazioni in questione potrebbero essere costituite da impronte digitali, foto, registrazioni video e/o audio e altre non meglio specificate “informazioni forensi” (fra cui, probabilmente, i dati sulla localizzazione del dispositivo attraverso il GPS e la connessione alla rete mobile). Le impronte digitali potrebbero anche essere confrontate con quelle contenute in appositi database (che potrebbero essere realizzati ad esempio, in via del tutto ipotetica, dalle compagnie telefoniche sulla base dei dati ricevuti dai dispositivi dei loro abbonati).

Apple brevetta una tecnologia per spiare i ladri di iPhone (e non solo) - immagine 1

Ovvio che una simile ipotesi susciterebbe più di una polemica sulla tutela della privacy degli utenti dei servizi mobili. In realtà, il brevetto stesso di Apple, se applicato in una futura versione di iPhone, potrebbe scontrarsi con le regole sul diritto alla riservatezza degli individui, soprattutto in Europa, dove le normative in materia sono piuttosto rigide. L’applicazione potrebbe essere utilizzata magari da mariti gelosi per spiare le mogli alle quali hanno regalato un iPhone, oppure da servizi di sicurezza per controllare persone “sospette”.

In ogni caso va ricordato che Apple, al pari delle altre compagnie tecnologiche, brevetta ogni anno un gran numero di applicazioni, molte delle quali non trovano poi alcuna applicazione in prodotti commercializzati al pubblico: anche la “registrazione biometrica” potrebbe quindi finire ad allungare l’elenco di queste ultime.

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