Anche Penthouse abbandona la versione cartacea e si dedica solo al digitale

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News del 19 Gennaio 16 Autore: Pinter
Dopo 50 anni di pubblicazioni, cade un altro mito delle riviste cartacee: il magazine erotico Penthouse chiude. E´ stata una delle riviste per adulti più famose al mondo e tra i principali concorrenti di Playboy: non sarà più stampata e potrà essere acquistata solo in formato digitale. Rimangono le edizioni digitali ma il futuro è in app e servizi completamente diversi

La rivista erotica patinata cessa di esistere su carta ma continuerà le pubblicazioni esclusivamente in formato digitale. Penthouse è stata creata nel 1965 a Londra da Bob Guccione, figlio di immigrati siciliani nato a New York nel 1930: il fondatore si è dimesso dalla società nel 2003, mentre ora la proprietà è di FriendFinder, che gestisce diversi siti e app di incontri e appuntamenti in diverse nazioni.

Penthouse è un’altra illustre vittima della crisi dell’editoria cartacea dovuta all’esplosione di Internet come principale strumento per la navigazione, la ricerca delle informazioni e della lettura. Nuovi metodi di accesso alle pubblicazioni che hanno stravolto anche il settore delle riviste maschili, oltre a quelle generaliste, di informatica e altre ancora.

Anche Penthouse abbandona la versione cartacea e si dedica solo al digitale - immagine 1

Agli inizi dell´attività Guccione non aveva a disposizione molto denaro, quindi per le prime pubblicazioni si occupò personalmente di realizzare i servizi fotografici per Penthouse: faceva spesso ricorso all’effetto flou, per ridurre il contrasto nelle immagini e rendere più morbidi i contorni, uno stile che divenne una delle caratteristiche più riconoscibili della rivista. Grazie al numero crescente di copie vendute, quattro anni dopo Guccione espanse l’attività avviando le pubblicazioni anche nel Nordamerica, dove Penthouse si distinse per articoli investigativi di rilievo, che in più occasioni raccontarono casi di corruzione e vari scandali all’interno del governo statunitense.

A partire dagli anni Settanta, Penthouse iniziò a seguire una linea più aggressiva rispetto a Playboy. Fu la prima rivista a pubblicare fotografie in cui erano visibili i peli pubici delle modelle, nudi frontali integrali e foto dove erano visibili i genitali. Verso la fine degli anni Novanta la rivista cambiò ulteriormente formato e avviò la pubblicazione di immagini esplicite di atti sessuali, tra qualche polemica. Il magazine  aveva intanto aperto edizioni in diversi altri paesi, autonome nella scelta di buona parte dei contenuti, compresi quelli più o meno espliciti.

Per un paio di decenni gli affari di Penthouse andarono molto bene: a inizio anni Ottanta il patrimonio di Guccione fu stimato intorno ai 400 milioni di dollari. Si reputa inoltre che in più di 30 anni di attività, Penthouse avesse prodotto ricavi tra i 3,5 e i 4 miliardi di dollari. Come molte altre riviste del settore, negli ultimi 15 anni le cose sono cambiate notevolmente per Penthouse, a causa della facilità con cui si può trovare gratuitamente materiale pornografico online. Nel 2003 la casa editrice di Penthouse dichiarò fallimento e la rivista fu messa in vendita, con Guccione che si dimise da presidente e CEO della società. La proprietà passò a FriendFinder, ma nel 2013 la rivista dichiarò fallimento, cosa che consentì a FriendFinder di riorganizzarne le attività e di ristrutturarne i debiti.


Anche Penthouse abbandona la versione cartacea e si dedica solo al digitale - immagine 2

Con la chiusura delle pubblicazioni cartacee di Penthouse chiude l’ufficio di New York che si sposta a Los Angeles. La pubblicazione esclusivamente in digitale è gestita da FriendFinder e nelle prossime settimane gli abbonati al cartaceo riceveranno informazioni su come convertire il loro abbonamento alla versione digitale.

Il direttore finanziario di Penthouse, Ezra Shashoua, ha spiegato che la rivista “continuerà a essere pubblicata durante il periodo di transizione” e che, almeno per ora, “non è stata decisa una data specifica per il termine della stampa della versione cartacea”. Come per molti altri giornali e riviste che hanno seguito la stessa strada, la decisione di non vendere più una versione di carta deriva dalla necessità di contenere i costi e di adattarsi a un panorama editoriale che sta cambiando  e che è sempre più digitale.
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Categoria: P2P e Web

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