Altri guai per Uber? Ora ci prova (anche) Google

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News del 06 Febbraio 15 Autore: Pinter
Altri guai per Uber? Ora ci prova (anche) Google
Uber è di nuovo nei guai. Tassisti, governi e organismi a tutela della mobilità cittadina potrebbero non essere le uniche preoccupazioni per Uber, come accaduto diverse volte in Europa ed in America, ma un nemico molto più grande, che potrebbe rappresentare la minaccia più significativa per la società di trasporti a base di app: si tratta - secondo Bloomberg - nientemeno che di Google, gigante statunitense che oltretutto è tra i maggiori investitori nella startup californiana, che ora si appresta a sfidare.

Google infatti si prepara ad offrire il proprio servizio di ride-sharing, molto probabilmente in concomitanza con il suo progetto di auto senza conducente.

Google Ventures, il braccio di venture capital del gigante della ricerca, ha investito 258 milioni dollari in Uber in agosto 2013. È stato il più grande investimento di Google Ventures mai effettuato, rinnovato meno di un anno dopo. Questo ha favorito una collaborazione sempre più stretta fra i due gruppi tanto che David Drummond, Google Chief Legal Officer e vice presidente senior per lo sviluppo aziendale, è entrato nel consiglio di amministrazione di Uber nel 2013 e ne fa parte da allora. Ora però i segnali volgono verso una "feroce concorrenza" più che verso un´alleanza sempre più solida.

Fonti interne hanno rivelato che Drummond ha informato il consiglio di Uber della possibilità di lanciare un servizio di ride-sharing di Google. I dirigenti Uber avrebbero anche visionato uno screenshot di quello che sembra essere una app di Google simile a quella di Uber che viene utilizzata attualmente dai dipendenti di Google. Il Consiglio di amministrazione ora sta valutando la possibilità di chiedere a Drummond di dimettersi dalla sua posizione di membro del consiglio e lasciare l’incarico.

Ma Uber risponde, in un botta e risposta quasi immediato: secondo il New York Times, Uber starebbe pensando di aprire un centro a Pittsburgh per studiare le auto senza conducente in collaborazione con la Carnegie Mellon University a Pittsburgh.

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