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Allo studio un display utrasottile

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News del 26 Giugno 15 Autore: Pinter
Allo studio un display utrasottile
Dalla University of California arriva un nuovo e interessantissimo studio sulla ´pelle elettronica´, un sottilissimo velo spesso solo pochi micron ma in grado di cambiare colore.

I display tradizionali LCD e LED, che utilizzano più o meno il medesimo approccio, sfruttano pixel e retroilluminazione che riproducono infatti qualsiasi elemento sulla scala cromatica. Questo nuovo materiale cambia completamente approccio, prende infatti spunto dal mondo animale e dalle capacità di camaleonti o calamari. In poche parole sfrutta la luce che riceve, riflettendo le lunghezze d´onda adeguate perchè ad ogni punto corrisponda un diverso colore, rimuovendo oltretutto la necessità di una dispendiosa retroilluminazione (come su ePaper, la tipologia di schermo utilizzata su alcuni ereader, i libri elettronici). 

Un sottile strato di liquido cristallino è racchiuso all´interno di una nanostruttura metallica che prende la forma di una microscopica confezione per uova, in grado di assorbire alcune lunghezze d´onda e rifletterne altre. I colori riflessi sono controllati dal voltaggio applicato allo strato di cristalli liquidi. L´interazione tra le molecole del liquido cristallino e le onde plasmoniche nella superficie della nanostruttura metallica giocano il ruolo principale nel generare una polarizzazione indipendente, con un display a pieni colori.

In altre parole lo schermo è in grado di cambiare il colore su una superficie nanostrutturata ed ultrasottile applicando tensione. Il nuovo metodo non richiede una propria fonte di luce. Piuttosto, riflette la luce ambiente circostante.

I ricercatori sono infatti riusciti a riprodurre un primo prototipo di display di pochi micron, ancora purtroppo lontano dal poter riprodurre numerosi colori usando un semplice e poco costoso nano-imprinting tecnica che può produrre la superficie nanostrutturata riflettente su una vasta area.

"Questo è un modo economico di fare schermi su un substrato flessibile con la generazione a colori", ha detto Chanda Debashis il team leader del progetto. "E ´una combinazione unica."

Le possibili applicazioni di un simile materiali sarebbero sconvolgenti, non solo per il mercato dell´elettronica, grazie a questo metodo si potrebbero -ad esempio- cucire tessuti cangianti a bassissimi consumi energetici.

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