Allarme smartphone walking: gli italiani rischiano la vita con Facebook e Pokemon

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News del 03 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
Gli italiani sono malati di “smartphone walking”. Che non è una vera e propria malattia, per carità, ma è comunque un’abitudine pericolosa: quella di camminare in città con gli occhi fissi sullo schermo del proprio smartphone senza vedere ciò che sta intorno, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella degli altri ignorando la segnaletica stradale e gli altri passanti. Stando a quanto emerso da un esperimento sociale condotto da Found!, lo fa ben un italiano su due.

Non è infatti difficile vedere persone che attraversano le strisce pedonali mentre scrivono messaggi su Whatsapp, si aggirano per i marciapiedi scrivendo post su Facebook o salgono sui mezzi pubblici ritwittando l’ultima notizia, sempre con la testa china e lo sguardo fisso sullo schermo dello smartphone, senza vedere ciò che succede attorno e ciò che li circonda. Un atteggiamento divenuto oggetto di studi universitari, che ha contagiato il 53% degli italiani ed è alla base di numerosi incidenti, in alcuni casi anche mortali: i dati diffusi dalla Polfer segnalano ad esempio un aumento del 33% delle vittime da attraversamento sui binari, spesso dovuti alla “distrazione tecnologica” tipica della smartphone walking.

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Found! si è basata su oltre 5mila segnalazioni raccolte grazie agli osservatori sparsi per le cinque maggiori città italiane, oltre che su un panel di 25 esperti tra psichiatri e sociologi. Ne risulta che lo “smartphone walking” viene praticato soprattutto nelle grandi metropoli come Milano (61%) e Roma (58%), principalmente da manager (65%) e imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni e giovani studenti (58%) tra i 16 e i 29.

Ovviamente il problema non riguarda solo le città italiane: l’australiana ABC ha condotto uno studio su 7mila ragazzi scoprendo che solamente per 6 su 10 girare per la città distratti da dispositivi tecnologici è un serio pericolo. In Giappone uno studio del Mobile Marketing Data Labo rivela che il 66% delle persone ha ammesso di essersi scontrata con un passante mentre utilizzava lo smartphone, il 18% è inciampato almeno una volta e ben il 4% è caduto alla fermata del treno; dalla stessa indagine è emerso inoltre che, nonostante il 99% dei giapponesi pensi che utilizzare lo smartphone durante gli spostamenti sia pericoloso, il 73% non si fa problemi a utilizzarlo comunque. Pochi giorni fa, stando a quanto riportato dal sito del Time, in Ontario l’amministrazione ha proposto di introdurre un divieto per i pedoni di utilizzare dispositivi wireless su strade e marciapiedi, mentre ad Antwerp, in Belgio, sono state create delle “text walking lane”, ovvero delle corsie appositamente riservate a chi scrive messaggi o utilizza i social passeggiando per la città.

Negli Stati Uniti, uno studio condotto dai ricercatori della Stony Brook University mostra che i pedoni distratti dagli smartphone si scontrano contro cose o persone il 61% delle volte in più rispetto al normale: un rischio al quale sono esposti soprattutto i millennials e gli over 50, che spesso incorrono in gravi infortuni come fratture e distorsioni. E infatti le visite al pronto soccorso dovute alla smartphone walking negli Usa sono raddoppiate rispetto al 2010, tanto che il crescente numero di infortuni, ma anche di morti, dovuti alla distrazione da smartphone ha spinto il governo federale a stanziare 2 milioni di dollari alle città che contrasteranno questa pericolosa tendenza.

Emblematico in questi giorni è il caso di Pokemon Go, il nuovo game mobile che incita a trovare i popolarissimi “esserini” giapponesi in giro per la città grazie alla realtà aumentata, esplorando l’area circostante muniti di smartphone. Un gioco che può generare una pericolosa “distrazione di massa”, monopolizzando il raggio visivo tra gli amanti della saga: le cronache riportano ad esempio il caso di uno studente che si è ferito cercando Pikachu a long Island.

L’identikit dello “smartphone walker” italiano - A sorpresa dallo studio è emerso che i più distratti dalla tecnologia mentre camminano per le vie delle città sono gli uomini (58% contro il 48% delle donne, che si sono rivelate più attente a ciò che le circonda). Per quanto concerne invece l’età, in pole position ci sono le persone tra i 30 e i 45 anni (58%), seguiti dai giovanissimi tra i 16 e i 29 (54%) e dagli over 50 (46%). Un atteggiamento molto più marcato nelle grandi metropoli urbane: nella speciale top5 infatti “trionfa” Milano con il 61%, seguita da Roma (58%), Napoli (56%), Torino (55%) e Palermo (53%).

Per quanto riguarda i comportamenti più frequenti nei due sessi, gli uomini troppo spesso utilizzano lo smartphone mentre fanno jogging (62%), mentre portano al parco il cane (52%) e quando seguono i risultati degli eventi sportivi in tempo reale (47%); le donne invece si distraggono con i dispositivi digitali in particolare durante le lunghe sessioni di shopping per le vie de centro (61%), mentre sono al supermercato a fare la spesa (54%) e mentre accompagnano i figli a scuola (47%).

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