Agli italiani piace la sharing economy: pronti a condividere l’auto e anche il cane

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News del 15 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
La sharing economy sta cambiando le nostre abitudini, forse più di quanto ci rendiamo conto. Un esempio? Se qualche anno fa lasciare a qualcuno le chiavi della propria auto era ritenuto un gesto di estrema fiducia, oggi sono sempre di più gli automobilisti che non hanno problemi a usare il car sharing, usando auto in condivisione con migliaia di altri utenti. E molti italiani sarebbero pronti a condividere anche la propria vettura.

E’ una delle considerazioni che emergono da una ricerca condotta da Ford sulla predisposizione dei cittadini europei rispetto alla sharing economy e alla condivisione di auto e altri beni e servizi attraverso forme e piattaforme innovative. In base ai risultati dello studio, condotto su un campione di 10mila cittadini europei, il 55% degli intervistati concederebbe ad altri l’utilizzo della propria auto a fronte di una commissione, il 44% metterebbe a disposizione la propria abitazione, il 31% il telefono e il 17% perfino il proprio cane.

Agli italiani piace la sharing economy: pronti a condividere l’auto e anche il cane - immagine 1

Inoltre, il 76% degli intervistati utilizzerebbe un servizio di ride-sharing, la condivisione di passaggi in auto (da Uber a Bla-bla Car, per intenderci), il 73% riterrebbe utile avvalersi di un servizio di parcheggio condiviso, mentre il 72% si rivolgerebbe a soluzioni di car-sharing a integrazione della propria mobilità personale.

“Che si tratti di auto, musica o perfino vacanze, le persone oggi sono molto più predisposte alla condivisione di beni e servizi. Grazie agli smartphone, ci si può far prestare da qualcuno ogni genere di oggetto, o addirittura si può fare una passeggiata con il cane di qualcun altro”, ha spiegato Will Farrelly, responsabile User Experience Innovation del programma Ford Smart Mobility presentando la ricerca alla OuiShare Fest di Parigi, il più grande evento mondiale sulla sharing economy e sugli ecosistemi emergenti della mobilità. “Quando si pensa alla mobilità – ha aggiunto - la condivisione offre potenzialmente soluzioni alternative accessibili che si tratti di car-sharing, ride-sharing o anche del trasporto di merci. Oltre all’aspetto economico, gli effetti possono essere molto vantaggiosi anche sul fronte della riduzione del traffico e delle congestioni”.

Gli italiani, secondo la ricerca, sono secondi in Europa per disponibilità a condividere l’auto personale (58%), preceduti solo dagli spagnoli (61%). Seguono francesi (56%) e inglesi (50%), mentre i meno predisposti al car-sharing sono i cittadini tedeschi (48%). Il ride-sharing si è rivelato essere particolarmente apprezzato in tutta Europa, e in particolare in Italia (86%), preceduta nella classifica solo dalla Francia (87%) e seguita da Germania (82%), Spagna (80%) e Regno Unito (58%).

I più favorevoli alla sharing economy risultano essere i più giovani e gli intervistati di sesso maschile: nella fascia di età 25-34 anni la percentuale di coloro che si definiscono disposti a condividere la propria auto è il 68%, mentre in generale il 61% degli uomini si dice pronto a offrire il proprio veicolo per i servizi di car-sharing, contro il 49% delle donne.

In base ai dati di PwC, il mercato globale della sharing economy vale oggi 13 miliardi di euro e si stima che possa crescere fino a sfiorare i 300 miliardi entro il 2025. In questo stesso periodo, il solo car-sharing crescerà, secondo le stime, del 23%.

All’inizio di quest’anno Ford ha annunciato il lancio in tutto il mondo di FordPass, una piattaforma che, fra le altre cose, integrerà in un’app soluzioni di mobilità alternativa sviluppate in base alle diverse aree geografiche. In Europa includerà servizi di car-sharing con parcheggio garantito come GoDrive e sistemi di condivisione dell’auto tra privati (CarAmigo).

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