Addio Yahoo!: l'ex colosso web diventa Altaba e "licenzia" Marissa Mayer

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News del 11 Gennaio 17 Autore: Stefano Fossati
Addio Yahoo!: una delle più "storiche" internet company, autentico mito (ormai decaduto) per i navigatori "di lungo corso", si appresta a uscire di scena dopo 23 anni per lasciare il posto ad Altaba. Sarà infatti questo il nuovo nome della società, sempre che sia perfezionata l´acquisizione da parte di Verizon, colosso statunitense delle telecomunicazioni che, lo scorso luglio, ha sottoscritto un accordo per rilevare il core business di Yahoo! per 4,83 miliardi di dollari. L´intesa è stata infatti messa in discussione dall´acquirente dopo la scoperta, negli ultimi mesi, dei cyberattacchi che fra il 2013 e il 2014 hanno causato la sottrazione dei dati di un miliardo e mezzo di account di utenti Yahoo!.

Non si tratterà comunque di un semplice cambio di brand: se il previsto passaggio a Verizon andrà in porto, le attività operative dell´attuale Yahoo! - relative alla ricerca, alle comunicazioni e ai contenuti digitali - saranno integrate con quelle di AOL, altro storico gruppo web oggi controllato dalla stessa Verizon, mentre Altaba sarà una holding finanziaria dedicata alla gestione delle partecipazioni dell´attuale Yahoo!, vale a dire il 15% del gigante cinese dell´ecommerce Alibaba e il 35,5% di Yahoo! Japan.

Visti i risultati dei suoi quattro anni e mezzo di gestione, non stupisce il "licenziamento" del CEO Marissa Mayer: un documento consegnato alla Sec, l´autorità di controllo sulla borsa USA, specifica infatti che il board della nuova società sarà ridotto a cinque amministratori contro gli undici attuali, e Mayer non risulta fra i confermati. Già da lunedì, si legge nella nota, a presiedere il consiglio di amministrazione è Eric Brandt (uno dei manager che rimarranno), mentre Maynard Webb (destinato all´uscita) diventa per il momento presidente emerito. Fra coloro che non saranno confermati ci sono David Filo, cofondatore di Yahoo!, e appunto l´attuale numero uno Marissa Mayer, la supermanager "strappata" nel 2012 a Google (dove ricopriva il ruolo di vicepresidente per i prodotti legati alla ricerca web) con l´obiettivo di rilanciare il gruppo che, dopo il boom a cavallo fra la fine degli anni ´90 e l´inizio del nuovo decennio, non aveva saputo contrastare l´ascesa di nuovi protagonisti come la stessa Google e Facebook. Fra gli errori imputati ai suoi predecessori (almeno col senno di poi), il "no" che l´allora CEO Jerry Yang (l´altro cofondatore di Yahoo!) oppose nel 2008 all´offerta di acquisto avanzata da Microsoft per ben 44,6 miliardi di dollari. Ma almeno Yang viene ricordato anche come l´artefice dell´investimento del gruppo in Alibaba, oggi uno degli asset di maggior valore di Yahoo!.

Addio Yahoo!: l'ex colosso web diventa Altaba e "licenzia" Marissa Mayer - immagine 1

Difficile, invece, trovare qualcosa di positivo fra le scelte della Mayer, che dopo essersi insediata, oltre a un drastico ridimensionamento del personale (sono stati circa 3mila i licenziamenti tra il 2012 e il 2015), aveva dichiarato l´obiettivo di realizzare "prodotti dedicati, contenuti ed esperienze personalizzate agli utenti e agli inserizionisti di tutto il mondo". Per farlo aveva deciso fra l´altro, nel 2013, l´acquisizione del portale fotografico Tumblr, ma l´operazione si è poi rivelata un flop, tanto che questa società ha visto crollare in tre anni il suo valore di 230 milioni di dollari. La rivista Fortune, che nel 2012 aveva collocato la Mayer al 14mo posto fra le 50 donne più potenti del mondo, lo scorso marzo l´ha inserita nella classifica dei "19 leader più deludenti del mondo", sottolineando che "i profitti continuano a calare e i fiaschi continuano ad accumularsi". Alla fine, fallito ogni tentativo di rilancio, alla CEO non era rimasta altra scelta che cercare un compratore per quanto rimaneva della società.

Molti, fra i collaboratori e i media, la accusano fra l´altro di non saper delegare le decisioni, un difetto non da poco per un top manager. Ma fra i punti oscuri della gestione Mayer ci sono anche gli attacchi di cui Yahoo! è stata oggetto fra il 2013 e il 2014: quest´ultimo, che ha interessato 500 milioni di account di utenti, sarebbe stato scoperto a luglio ma la Mayer lo avrebbe tenuto nascosto fino a settembre per non influenzare la trattativa con Verizon, mentre il primo - comunicato a dicembre - ha riguardato addirittura un miliardo di profili. "Incidenti" che rischiano ora di far saltare l´accordo per la cessione del gruppo o quantomeno di metterne in discussione i termini economici.
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Categoria: P2P e Web

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