Adblock Plus risponde a Facebook: di nuovo bloccata la pubblicità sul social network

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News del 15 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
Facebook dichiara guerra agli ad blocker e gli ad blocker rispondono prendendo le loro contromisure. Lo ha fatto Adblock Plus, uno dei più popolari software per bloccare il caricamento delle pubblicità sulle pagine web (è utilizzato da circa 100 milioni di utenti). Dopo che, nei giorni scorsi, il social network ha annunciato un cambiamento nel modo in cui vengono visualizzati i messaggi pubblicitari sulla propria piattaforma proprio per aggirare gli ad blocker, in pratica facendoli apparire come dei normali post, Adblock Plus, grazie al supporto della comunità open source, ha messo a punto un correttivo in grado di bloccare nuovamente i contenuti pubblicitari su Facebook.

Adblock Plus risponde a Facebook: di nuovo bloccata la pubblicità sul social network - immagine 1

“Per questa tornata della lotta fra gatto e topo, sembra che il topo abbia vinto”, scrive la società sviluppatrice di Ablock Plus. Anche se Andrew Bosworth, responsabile della pubblicità di Facebook, nota su Twitter che “questi nuovi tentativi non bloccano solo la pubblicità, ma anche post di amici e Pagine”. E promette: “Intendiamo affrontare il problema”. Detto, fatto: poche ore dopo, la compagnia ha apportato delle modifiche al codice in moda da mettere nuovamente “fuori uso” Adblock Plus, che però ha risposto a sua volta risposto con un nuovo aggiornamento in grado di bloccare ancora l’advertising sul social network. In un comunicato, Facebook definisce gli ad blocker “strumenti ottusi”, sottolineando invece come il social network si impegni per offrire “tool che diano all’utente il controllo delle preferenze sui messaggi pubblicitari visualizzati”.

Gli ad blocker, in generale, sono da tempo nel mirino dei publisher: se il loro successo cresce fra gli utenti, stanchi dei continui rallentamenti nella navigazione su internet dovuti a pubblicità online sempre più invasive, gli editori dei siti web lamentano il fatto che questi software finiscono spesso per bloccare anche messaggi promozionali non particolarmente “intrusivi”, almeno secondo i parametri del comune buon senso. Non va dimenticato, del resto, che se gran parte dei contenuti e dei servizi su internet sono gratuiti (compresi lo stesso Facebook e altre piattaforme popolarissime come il motore di ricerca Google, Gmail o Hotmail), lo si deve proprio agli introiti pubblicitari che essi riescono a realizzare.

Adblock Plus, poi, è finito al centro di numerose polemiche per il suo modello di business: questo software infatti non blocca tutte le pubblicità, ma comprende una “white list” di siti che non vengono “filtrati”. Per far parte di questa lista, gli editori devono pagare la società. Una pratica che qualcuno paragona a un’estorsione, accusa che Adblock Plus rispedisce al mittente, rivendicando piuttosto un ruolo importante nel tenere sotto controllo l’advertising online. In ogni caso Facebook ha sottolineato di non voler pagare le società specializzate in ad blocking per entrare nelle loro “white list”.
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Categoria: P2P e Web

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