10 anni di iPhone: la storia

Naviga SWZ: Home Page » Articoli
Articolo del 09 Gennaio 17 Autore: Stefano Fossati
Sono passati dieci anni e qualche mese da quel 9 gennaio 2007, destinato a rimanere nella storia come l’inizio di una rivoluzione tecnologica che, negli anni successivi, avrebbe cambiato abitudini e relazioni sociali di miliardi di persone in tutto il mondo. Quel giorno, al Macworld Conference & Expo, Steve Jobs presentò il primo iPhone, ovvero il dispositivo che avrebbe cambiato un mercato, quello degli smartphone, fino ad allora confinato a una nicchia di utenti professionali e di “tecnoentusiasti”. Apple non inventò infatti lo smartphone, ma ne fece un dispositivo “friendly”, curato nel design e facile da utilizzare, pensato non solo per quanti avessero necessità di connettersi a internet per lavorare in mobilità ma anche per giocare, comunicare e socializzare online, fruire di contenuti multimediali, aprendo le porte a un nuovo business, quello dei servizi di distribuzione di musica e video sul web, di cui la stessa casa di Cupertino è diventata uno dei protagonisti con iTunes e Apple Music.

10 anni di iPhone: la storia - immagine 1
La prima azienda a usare il termine “smart phone” fu la svedese Ericsson per il GS 88 “Penelope”, lanciato nel 1994. Tuttavia il primo “vero” smartphone della storia, pur non fregiandosi ancora di questo appellativo, viene considerato il Simon di IBM (foto sotto), presentato due anni prima (ma commercializzato anch’esso nel 1994): si trattava di un telefono cellulare che affiancava funzionalità telefoniche a quelle un di PDA (ovvero di un computer palmare) dotato di una serie di “app”: calendario, rubrica, orologio, calcolatrice, block notes, e-mail, fax, file manager e persino il primo videogioco installato su un cellulare (Scramble, noto anche come gioco del quindici): non aveva una tastiera fisica bensì uno schermo touch, anche se per selezionare le piccole icone era richiesto l’uso del pennino in dotazione.

10 anni di iPhone: la storia - immagine 2
Sia il Simon sia il Penelope erano considerati prodotti di nicchia e infatti la loro diffusione sul mercato fu alquanto limitata, complice un ostacolo non indifferente: le caratteristiche delle reti mobili dell’epoca (erravamo agli albori del sistema GSM), che non favorivano la connessione a internet in mobilità. Problema che inizierà a essere superato nel decennio successivo, quando arrivarono sul mercato i primi smartphone diffusi su vasta scala, anche se non ancora a livello popolare, proposti principalmente da Nokia (allora leader indiscusso del mercato mondiale dei telefoni cellulari) con la “mitica” serie Communicator e dall’emergente casa canadese Research-In-Motion (RIM) con gli altrettanto mitici BlackBerry: proprio questi ultimi, in particolare, furono per anni un “must” nelle tasche di manager e utenti aziendali, grazie alla possibilità di navigare su internet con un “vero” browser mobile (anche se limitato rispetto a quello degli smartphone attuali), di scaricare e aprire allegati e di creare e modificare documenti, ma anche alla sicurezza garantita dalla protezione dei dati scambiati via email o attraverso l’applicazione di messaggistica BBM (BlackBerry Messenger). Proprio questa caratteristica rese i BlackBerry i dispositivi mobili ufficiali di molte organizzazioni governative, in particolare negli Stati Uniti dove anche Barack Obama ha continuato a fare affidamento sugli smartphone canadesi dopo l’insediamento alla Casa Bianca.



[  [1] 2  3     Successiva »   ]

Pagine Totali: 3

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

News Collegate